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L'arte della memoria rivive alla Cittadella

L'arte della memoria rivive alla Cittadella

CIVITAVECCHIA – Si è chiusa sabato pomeriggio l’interessante mostra dell’architetto Francesco Correnti, ospitata nel Foyer della Cittadella della musica e  strettamente legata all’evento “Civitavecchia sparita” svolto il 15 maggio a ricordo del 75° dalla quasi totale distruzione del porto e della città. (Agg. 24/05 ore 11.01) segue

IL COMMENTO. “Molte associazioni hanno dato il loro contributo, ognuna con le proprie peculiarità – hanno spiegato “Gli amici del fondo Ranalli”, organizzatori dell’evento – formando un esempio in cui recitazione, canto, poesia di un tempo ed immagini hanno riportato in vita personaggi, modi di vivere di una piccola comunità, la cui cultura e monumenti caratteristici sono rimasti vivi nel ricordo grazie alle “Vedute” di Arnaldo Massarelli, delicate e scrupolosamente riprodotte e gli studi di Francesco Correnti, che ha voluto omaggiare la città con le sue ricerche avvenute nell’arco di 40 anni di carriera come architetto del Comune di Civitavecchia. Nella mostra c’è tutta la cultura della comunità di quel tempo che era racchiusa tra la torre quadrata dell’orologio e il campanile di Santa Maria, la più bella e antica chiesa dei Domenicani di cui non resta più nulla. La trattazione dell’argomento non ha dato vita ad tragico racconto, ne’ a una strisciante malinconia: esercitare l’arte della memoria non significa soltanto fare una rievocazione, ma  rendere vivo e vibrante il ricordo”.  (Agg. 24/05 ore 11.30)

“UNA INTERESSANTE RISCOPERTA”. Un ricordo che non si dovrebbe “consumare” o lasciar morire, ma indagare e ritrovare e in questa occasione una vera chicca è stata un’interessante “riscoperta”, da parte della studiosa d’arte Marina Ferrari: il trittico dell’Assunta, una volta sull’altar maggiore della Chiesa Matrice di Santa Maria e considerata una pregevole opera del Quattrocento perugino. “Dopo anni di restauro – hanno aggiunto dall’associazione – il capolavoro è ora conservato presso la Diocesi di Civitavecchia. Per secoli quest’opera d’arte, come cita il testo “Civitavecchia vedetta del Mare Latino: “…di dentro a un cerchio di serafini effondeva sui fedeli una mistica dolcezza la soave Madonna, che un pittore umbro colorì, guidato il suo pennello coi ricordi dell’insuperato Perugino”.  Poterla ammirare di nuovo, e magari all’interno di un museo civico, atto ad accogliere anche altri tesori, beni culturali, della nostra città che ancora oggi sono tenuti nascosti, allo sguardo dei civitavecchiesi, è la sfida lanciata dal convegno e dalla mostra e raccolta dal pubblico attento e interessato”.  (Agg. 24/05 ore 12)

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