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Caso Vannini, Le Iene replicano ai legali dei Ciontoli

Caso Vannini, Le Iene replicano ai legali dei Ciontoli

Subito dopo il servizio andato in onda dalle Iene, i legali dei Ciontoli avevano evidenziato alcune "inesattezze" contenute nel servizio stesso - VIDEO

LADISPOLI – Si è tornato a parlare del caso Marco Vannini ieri sera su Italia 1 alle Iene. L’inviato Giulio Golia, presente anche lui alla fiaccolata di giovedì scorso a Cerveteri, ha replicato punto per punto alla lettera inviata dai legali dei Ciontoli, gli avvocati Mirali e Messina. Nella missiva inviata alla redazione delle Iene, e alle altre testate giornalistiche i legali avevano evidenziato varie “inesattezze” contenute nel servizio. Dagli audi fatti degli interrogatori del 2005 fatti sentire, e superati per i legali dal dibattimento processuale, alle spiegazioni fornite dallo specialista in balistica forense, il dottor Farneti, sull’arma utilizzata da Ciontoli, la beretta calibro 9, fino ad arrivare al rumore dello sparo e alle intercettazioni ambientali di Martina nella caserma dei Carabinieri che se fatte sentire nella sua interezza, secondo quanto riferito dai legali, avrebbero fatto emergere come Martina non era presente in bagno al momento dello sparo.  (Agg. 24/05 ore 9.21) segue

LA REPLICA DI GOLIA. Ieri sera, Giulio Golia ha risposto punto per punto alle precisazioni dei legali dei Ciontoli, tornando ad evidenziare le incongruenze emerse dagli interrogatori del 2005 (dove Ciontoli ha affermato prima di aver sparato per sbaglio mentre tentatava di afferrare la pistola, e successivamente ha affermato alla pm di aver sparato per scherzo pensando che l’arma fosse scarica) e da quanto detto dagli imputati in tribunale “dove Ciontoli – ha spiegato Golia – ha detto di essersi accorto subito del colpo partito”. 

E proprio soffermandosi sull’arma, sulle dichiarazioni rilasciate da Ciontoli, Golia ha “riabilitato” le dichiarazioni dello specialista in balistica forense, il dottor Farneti che nel servizio precedente aveva chiarito come scarrellando la pistola Ciontoli “avrebbe visto il proiettile che dal caricatore passava nella canna dello scoppio”. Per quanto riguarda il rumore dello sparo, scambiato con un forte tonfo, una porta che sbatte, tesi, per i legali, avvalorata anche dai vicini che hanno parlato di un forte rumore. Golia ha rimandato in onda l’audio della conversazione tra i vicini e la moglie di Ciontoli, dove si parla di un forte rumore, come di un vetro che si rompe, con Marco che urlava sto male sto male. “Un conto è non riconoscere un colpo di pistola dalla casa a canto, un conto dalla stanza accanto”. 

Precisazioni anche in merito alla frase utilizzata dai legali che hanno evidenziato come “l’aver propinato al pubblico atti superati ha costituito l’ennesima distorsione della verità processuale, frutto di una visione a senso unico della vicenda”. Proprio Golia ha infatti tenuto a sottolineare come lui stesso sia andato a cercare Martina, Federico e Viola. Tutti e tre indisposti a rilasciare dichiarazioni al giornalista delle Iene. 

Sulla maglietta sparita, i legali hanno poi evidenziato che la perizia ha chiarito che Marco al momento dello sparo non indossava alcun indumento perché sono state ritrovate tracce della polvere da sparo sulla sua pelle: “Fatto sta – ha detto Golia – che la maglietta è sparita”. 

Per quanto riguarda poi l’intercettazione ambientale fatta sentire durante il servizio, dove Martina racconta di aver visto il padre mentre gli puntava la pistola, i legali avevano sottolineato come se ascoltata nella sua interezza l’intercettazione, sarebbe emersa un’altra parte in cui si evince che Martina non era in bagno. “Lo dice al telefono con il cugino di Marco che chiedeva notizie”.  (Agg. 24/05 ore 10.30)

I LATI OSCURI DELLA VICENDA. Insomma, per l’inviato delle Iene, ci sono così tanti aspetti oscuri nella vicenda, da non rendere possibile ad oggi, sapere esattamente cosa sia successo quella notte. Una verità ad oggi ancora negata ai genitori di Marco che giovedì sera insieme a oltre 10mila persone, proprio come raccontato da Golia, si sono ritrovati a Cerveteri, nel giorno del terzo anniversario della morte di Marco, per chiedere ancora una volta giustizia per il giovane 20enne. (Agg. 24/05 ore 11)

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