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Condannati il pilota e il direttore di gara per la morte di Giovanni Bicchierini

Condannati il pilota e il direttore di gara per la morte di Giovanni Bicchierini

Martedì, a distanza di otto anni dalla tragedia, la sentenza del giudice Valvo del tribunale di  Tivoli Il centauro tarquiniese si sarebbe potuto salvare. L’avvocato Claudia Trippanera:  «C’è stata negligenza nell'organizzazione della gara. Giustizia è fatta». La moglie: «Andava in pista per sentirsi più sicuro»

TARQUINIA – Un anno e sei mesi per il pilota (D. F.) ed un anno e quattro mesi per il direttore di gara Maurizio Ceccarelli. Sono queste le condanne inflitte dal giudice del tribunale di Tivoli, dottoressa Valvo, nella sentenza che di fatto chiude un processo durato otto anni per la morte del centauro tarquiniese Giovanni Bicchierini, caduto a terra con la sua moto scivolando su una macchia d’olio scaturita da un incidente avvenuto poco prima. (Agg. 24/05 ore 6.21) segue

I FATTI. La tragedia risale al 22 maggio del 2010 quando, nell’autodromo di Vallelunga, vicino Roma, nel corso delle prove ufficiali del Trofeo città di Otricoli, per moto classe 600 e 1000 cc, in programma per il giorno successivo, il 32enne è morto sul colpo.
A distanza di otto anni, nello stesso giorno, martedì 22 maggio 2018, è arrivata la sentenza che di fatto sancisce che Giovanni Bicchierini su quella pista, se ci fossero stati tutti i controlli di sicurezza previsti dalla legge, senza ombra di dubbio si sarebbe salvato. 
Per quel tragico incidente, che gettò l’intera città di Tarquinia nel dolore, sono stati infatti indagati ed ora condannati per omicidio colposo sia il direttore di gara dell’autodromo di Vallelunga sia uno dei piloti che aveva fatto la manovra azzardata di entrare in pista senza la dovuta segnalazione scontrandosi con un altro centauro che sopraggiungeva in quel momento. Quell’episodio, insieme ad altre concause, ha fatto sì che Giovanni in pochi secondi si trovasse di fronte la morte, in maniera così tanto prematura. Giovanni infatti scivolò sulla chiazza d’olio scaturita dall’incidente; chiazza che non era stata segnalata perché mancavano i commissari di pista (i cosiddetti marshal). Un inevitabile tonfo a terra, quello del centauro tarquiniese e nessuno presente, lì a bordo pista, per  segnalare l’ennesimo incidente, con  i colleghi motociclisti che sopraggiungendo subito dopo, hanno travolto il tarquiniese morto praticamente sul colpo. 
Tante  le perizie effettuate in questi anni come pure i consulenti tecnici messi in campo dalle parti in causa, compresi gli imputati; fino alla decisione inequivocabile di martedì, con il giudice che ha condannato sia il pilota sia il direttore di gara.
Giovanni si sarebbe pertanto potuto salvare se nell’autodromo ci fosse stato un minimo di sicurezza, come previsto in queste situazioni. La famiglia Bicchierini, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocato Claudia Trippanera, tira finalmente un sospiro di sollievo almeno per aver fatto chiarezza su quell’incidente. «Si è chiusa una vicenda dopo otto anni. – commenta la moglie Alessandra – Giovanni, come altri, andavano a correre in pista proprio per avere maggiore sicurezza. Nonostante si tratti di uno sport pericoloso, le ferree misure previste in pista,  rispetto alla strada, dovrebbero rappresentare una garanzia e invece così in questo caso non è stato. Quel giorno a Vallelunga è avvenuto un incidente e nella postazione prevista non c’erano i segnalatori; Giovanni, sopraggiunto poco dopo è caduto sulla macchia d’olio e gli altri lo hanno poi travolto».  Parole di soddisfazione per la sentenza anche da parte dell’avvocato Claudia Trippanera: «Siamo molto soddisfatti perché giustizia è stata fatta – commenta il legale – Le condanne inflitte dal giudice sono severe e stigmatizzano la negligenza assoluta che c’è stata nell’organizzazione  di quella gara, negligenza che ha causato la morte di Giovanni Bicchierini». (Agg. 24/05 ore 8)

GIOVANNI BICCHIERINI. Giovanni Bicchierini, sposato, all’epoca dei fatti era padre di una bambina di poco più di un anno ed era titolare,  con la moglie, di un punto vendita di alimentari che la donna ha dovuto vendere per occuparsi della bambina. Da sempre appassionato di motocicletta, aveva disputato varie gare, l’ultima delle quali un mese prima nell’autodromo del Mugello. (a.r.) (Agg. 24/05 ore 8.30)

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