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«Pascucci dica se è ancora il sindaco della città»

«Pascucci dica se è ancora il sindaco della città»

Così nella conferenza stampa tenutasi ieri mattina a viale Manzoni il consigliere del Pd incalza l’amministrazione. Juri Marini ha illustrato sei interrogazioni e quattro interpellanze che ha presentato alla prossima assise comunale     

di TONI MORETTI

CERVETERI – Sei interrogazioni e quattro interpellanze, saranno presentate dal consigliere comunale Juri Marini, rappresentante del Partito Democratico nella prossima Assise che si terrà  il 31 maggio al Granarone.  Sono state illustrate da Marini stesso, alla presenza del segretario del partito Maurizio Falconi e di alcuni membri del direttivo, ieri alle 11 circa in una conferenza stampa tenutasi nella sede di viale Manzoni. Dal contenuto delle stesse, come vedremo nello specifico, e dagli argomenti che si vanno a toccare, sembra si voglia avvalorare intanto una premessa: il partito è stanco di essere portato a passeggio da una amministrazione che con l’arte della gimkana elude, travisa e tenta di distogliere l’attenzione su un fatto certo: il fermo assoluto dell’attività amministrativa e di governo della città al quale Marini stesso indica e denuncia il movente nell’assenza di un sindaco che è ormai lanciato e distratto in quell’idea  Zingarettiana di elevare agli altari della politica una rielaborazione di quelle che sono state liste civetta, da sempre pregne di un demagogico populismo, proponendola come un argine  antipopulista all’emorragia di voti del PD.  
«Non voglio entrare nel merito né tantomeno nel giudizio dell’operazione – dice Juri Marini – cioè dire se è buona o cattiva, se porterà frutti o non ne porterà. Dico però che adesso, in questo momento, Pascucci è ancora il sindaco della città e deve dire chiaramente se vuole continuare a farlo o se la città è stata consegnata a chi istituzionalmente è chiamata a governarla in sua assenza. Quindi, se il sindaco vuole dimostrare che sta facendo ancora il sindaco, risponda con precisione a quanto gli si chiede. Ci spieghi e renda chiare, per esempio le incongruenze che abbiamo rilevato sul nuovo cimitero con risposte politicamente opportune e coi conti alla mano, pronto eventualmente ad apportare correzioni se servono, e siamo convinti che serviranno».
E continua come un fiume in piena ed inarrestabile, Juri Marini, quando illustra i punti delle altre interrogazioni. Chiede conto del perché, nonostante un palese impegno contrattuale, siano  state montate a bordo degli scuolabus le cinture di sicurezza con un palese ritardo. Interroga sulla situazione dell’area commerciale ex artigianale, su cosa centra la cantina sociale ed eventualmente la caserma militare e poi interpella sul lungomare, che dovrebbe essere già ultimato e non ancora cominciato, sugli allacci fognari a viale Fratelli Marini. 
Due chiose rilevanti le lascia poi alla fine per ciò che interroga sui servizi sociali e sul piano regolatore. Sui primi in particolare, chiede conto, viste le difficoltà di molte famiglie con a carico figli minori, degli standard operativi impiegati per la formulazione degli accessi al reddito di inclusione, quante domande il comune ha ricevuto, quante ne ha evase, quali sono stati i tempi di risposta e poi cosa fanno i servizi per i casi di emergenza abitativa, visto che sono stati segnalati atteggiamenti perlomeno stravaganti nei confronti di qualche soggetto che vi si è rivolto in stato di bisogno. 
In fine Juri Marini tira un respiro, prende fiato e parla della variante al piano regolatore, varato con il parere contrario del PD ma alle eccezioni presentate nessuno ha ancora dato risposte. Chiude così Marini, dando l’impressione di voler tenere duro ed andare fino in fondo, esercitando nella forma più appropriata il suo ruolo di oppositore, misurandosi con l’amministrazione su fatti concreti ai quali chiede legittime risposte in nome di quella trasparenza tanto sbandierata ma mai resa evidente.

 

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