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Pd, Longarini: "Organizzare una nuova resistenza contro il populismo"

Pd, Longarini: "Organizzare una nuova resistenza contro il populismo"

CIVITAVECCHIA – Guarda al futuro prossimo ma, allo stesso tempo analizza il presente, evidenziando criticità e problemi. È un Clemente Longarini a tutto tondo quello che, da presidente della direzione del Pd, traccia un percorso da seguire, chiamando a raccolta tutte quelle forze cittadine che vogliono oggi un cambiamento. 

Risanamento del bilancio comunale e del sistema della partecipate, riqualificazione dei servizi essenziali (acqua, strade, illuminazione pubblica, rifiuti); nuova relazione col porto e con l’Enel per favorire l’occupazione; rilancio dei progetti relativi al complesso termale e all’Italcementi; avvio du un’industria legata al turismo e alla cultura (per favorire sia l’economia che la socialità). Questi i punti programmatici da cui partire.   (agg. 26/05 ore 14.22) segue

“IL NOSTRO COMPITO: SALVARE LA DEMOCRAZIA”. “Salvare la democrazia significa salvare Civitavecchia – ha spiegato – questo è il nostro compito. Al 32% dei M5S possiamo contrapporre il 68% che è contrario. Protagonisti possono essere il Pd, le forze aggregate intorno alla lista Zingaretti, quelle moderate di centro liberale e tutte quelle dell’associazionismo, singole personalità ed esperienze professionali che vogliono il riscatto della nostra città. Mi stupisce il fatto che l’inconcludente amministrazione pentastellata alla guida del Pincio abbia potuto nelle ultime politiche ottenere un’ottima percentuale. Ma così è. Mi interrogo allora su come il nostro partito debba prepararsi alle prossime amministrative”.(Agg. 26/05 ore 15)

IL PD LOCALE. Longarini è consapevole che il Pd locale dal suo Congresso ad oggi non abbia avuto una vita brillante. “Non voglio gettare la responsabilità su nessuno in particolare, perché è collettiva – ha aggiunto – registro solo un dato di fatto. In questi mesi abbiamo prodotto due “Aperincontri”, una campagna elettorale modesta in quanto a presenza del partito e un dibattito interno asfittico e criptico basato solo sulla ricerca di equilibri. E il dibattito sulle prospettive, le idee, le linee dove sono? Dalle ultime amministrative lo schema tripolare (M5S, centro-sinistra più o meno unito, centro destra più o meno unito) ci ha visto sempre soccombere; nella provincia di Roma non siamo riusciti a vincere nessuna elezione dal 2014 ad oggi. Soprattutto, abbiamo perso tutti i ballottaggi con i Cinque Stelle. Per noi questo schema non funziona. Nell’ultima relazione del Segretario del Pd locale alla Direzione del partito veniva sottolineata la vittoria delle Regionali. Il fatto è sicuramente importante – ha aggiunto Longarini – ma va ben analizzato. Quella vittoria è stata frutto della divisione interna del centrodestra ed è avvenuta grazie a una legge elettorale a turno unico con correzione maggioritaria. Proporre come schema di partenza la coalizione che ha sostenuto Zingaretti non è sufficiente. Nel senso che il suo 38% riproposto a Civitavecchia in un ballottaggio non è certo garanzia di vittoria. Con le opportune differenze il nostro momento storico mi ricorda un altro periodo del nostro Paese: gli anni di piombo. Lì il coraggio di leader come Berlinguer e Moro permisero di sconfiggere il terrorismo e salvare la democrazia. Occorre ritrovare quello spirito unitario – ha concluso il presidente del Pd – e organizzare una nuova resistenza contro il populismo”. (Agg. 26/05 ore 15.30)

 

 

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