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Tarquinia, critiche ai dem  anche da FdI

Tarquinia, critiche ai dem  anche da FdI

TARQUINIA – Anche il direttivo di Fratelli d’Italia attacca senza mezzi termini il Pd. «Lungi da noi voler difendere questa amministrazione che abbiamo già più volte criticato, sarebbe come voler difendere l’indifendibile. Però, noi che siamo indiscutibilmente partito e persone di destra, non possiamo assistere in silenzio a quanto stà succedendo in paese. Ci riferiamo alla pioggia di critiche da parte del PD nei confronti dell’attuale amministrazione comunale e dei suoi attori. Abbiamo già accusato le due liste civiche che sono in maggioranza di favorire questo incredibile fenomeno, con la loro inconcludenza e la totale mancanza di rispetto verso le istituzioni». (agg. 27/05 ore 10.34) segue

“CONVINTI DEL FALLIMENTO DELLE LISTE CIVICHE”. «Vorremmo però ricordare al PD il giudizio estremamente negativo emerso nei loro confronti dalle ultime elezioni, dopo anni di loro amministrazione, a livello locale come a livello nazionale. Che le stesse persone che sono state protagoniste di un decennio di «nulla cosmico» ora si erigano a grandi critici e maestri ci sembra veramente il colmo. Siamo sempre più convinti poi del fallimento delle liste civiche in genere, troppo spesso e troppo facilmente piegate a interessi di famiglie o singole persone; per fare un esempio siamo certi che nessun partito, di destra o di sinistra, avrebbe permesso ai propri esponenti locali di disertare in massa un consiglio comunale». (Agg. 27/05 ore 11)

“IL PD ANALIZZI I PROPRI ERRORI”. «Ci piacerebbe quindi che il PD, come gli altri partiti, si preoccupasse di organizzarsi e tentasse di far crescere i propri consensi, non sparando sulla croce rossa, ma analizzando i propri errori, giudicando le persone che li abbiano eventualmente commessi, facendo sì che esista la possibilità semmai di avvicendarli , magari con giovani preparati, competenti e volenterosi, finalizzando infine il proprio operato alla proposta delle proprie idee e dei propri valori, riportando la politica nella dimensione che dovrebbe esserle propria, permettendo così il ritorno ad un sano confronto democratico nel rispetto delle altrui posizioni, dal quale può e deve uscire una sintesi che sia la miglior ricetta possibile per il paese, i suoi cittadini e le sue imprese».(Agg. 27/05 ore 11.30)

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