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Trieste, arrestato un cittadino serbo: sorpreso dalla Polizia di Stato all’interno di un garage con auto rubata, targhe contraffatte e strumenti per modificare il telaio e la centralina

TRIESTE – Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trieste, gli investigatori della sezione “reati contro il patrimonio” della Squadra Mobile hanno tratto in arresto per il reato di riciclaggio ed altro A. D., cittadino serbo del 1968, dimorante a Trieste, gravato da numerosi reati contro il patrimonio. Lo stesso, peraltro, era già stato destinatario di una espulsione giudiziaria dal territorio nazionale, ma aveva fatto nuovamente ingresso irregolare. Già dalla giornata del 24 maggio, a seguito di mirate attività volte al contrasto dei furti di autovetture e al successivo trasferimento delle stesse all’estero, il personale della Squadra Mobile ha effettuato una serie di servizi finalizzati a raccogliere elementi di prova in ordine al furto di una vettura, commesso nel corso della precedente notte, in territorio di Monfalcone (GO). Si effettuava, così, la ricerca del veicolo, nei pressi di alcuni box auto nella zona di via Baiamonti, tanto che, sul retro di uno stabile, all’interno di un garage, si riusciva ad intravedere la sagoma di un’autovettura di piccole dimensioni di colore bianco, analoga a quella poco prima asportata.

 

L’IRRUZIONE DEGLI AGENTI

Osservando tra le feritoie della porta basculante, si poteva leggere anche la targa del veicolo che, tuttavia, risultava abbinata ad altro tipo di vettura, risultata poi regolarmente parcheggiata in provincia di Rovigo. In serata, giungeva presso il box in argomento l’indagato, il quale accedeva all’interno, consentendo agli investigatori di fare irruzione ed accertare che l’auto parcheggiata fosse effettivamente quella rubata, ma con diverse targhe clonate applicate. La vettura presentava alcune parti del cruscotto e le serrature della portiera lato guida smontate, il cofano anteriore aperto e all’interno dell’abitacolo erano posizionati alcuni strumenti elettronici attaccati al sistema di avviamento del motore. Nel corso della perquisizione svolta sono stati rinvenuti diversi telecomandi elettronici, serrature di autovetture, chiavi per accensione, porta targhe per auto, nonché numerosi attrezzi e dispositivi elettronici del tipo centraline di autovetture, targhe falsificate o riconducibili a mezzi già rubati, nonché targhette con numeri di telaio. È verosimile ritenere che il cittadino serbo, rubate le auto, si adoperasse per modificarne i sistemi di apertura, le targhe ed i numeri di telaio per renderle non riconducibili a fatti di reato, portandole poi all’estero per rivenderle ed ottenere un indebito profitto.  (Agg. 28/5 ore 21,08)

L’UOMO ERA GIÀ DESTINATARIO DI UN PROVVEDIMENTO DI ESPULSIONE

Inoltre, a conclusione degli accertamenti sulla identità del soggetto è emerso come questi, con altro nome, fosse destinatario di un provvedimento di espulsione giudiziaria emessa ed eseguita, a seguito della quale l’indagato ha fatto rientro irregolare in Italia. Sulla scorta degli elementi raccolti, A. D. è stato tratto in arresto e ristretto presso la locale casa circondariale a disposizione della Procura della Repubblica di Trieste che coordina le indagini.   (Agg. 28/5 ore 21,18)

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