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Csp: lavoratori in protesta al Pincio

Csp: lavoratori in protesta al Pincio

CIVITAVECCHIA – Un centinaio di lavoratori di Csp si sono presentati questa mattina fuori Palazzo del Pincio, in concomitanza con il consiglio comunale nel corso del quale si discuteva la delibera sulla modifica dell’organo di amministrazione della società, per chiedere chiarezza e chiarimenti al Sindaco sulla vicenda del Tfr rimasto nelle sot di provenienza e sulla necessità di nominare due nuovi consiglieri nel cda di Csp. (agg. 28/05 ore 15.51) Segue

L’ASSEMBLEA SPONTANEA. Un’assemblea spontanea, con i sindacati che hanno cercato di fare un punto della situazione, auspicando ora un incontro con l’amministrazione comunale e con l’amministratore unico Francesco de Leva, per chiarire ogni aspetto della vicenda. Perché, come ribadito da Diego Nunzi della Cgil, “così non si va avanti”. Ed il riferimento è all’accordo sottoscritto a maggio del 2017, “accordo che prevedeva riunioni continue che non si sono svolte e percorsi che non sono stati rispettati”. A partire proprio dalla trasformazione dell’organo amministrativo “ipotesi che – ha aggiunto – nei pochi tavoli che abbiamo avuto abbiamo sempre bocciato”. I livelli aumentati ed i cambi di contratto, su ordini di servizio dello stesso De Leva pur in assenza di un organigramma societario, per i sindacati sono l’emblema di come si stia procedendo oggi. “Nessuno mette in dubbio le competenze di q ueste persone – ha aggiunto Nunzi – ma vogliamo sapere quali criteri sono stati seguiti e che tipo di priorità è stata data rispetto ad altri problemi”. È stato poi Giancarlo Ricci dell’Usb a tornare sulla questione Tfr, ribadendo che “quei soldi sono dei lavoratori. Sarebbe dovuto transitare automaticamente dalle vecchie società all’attuale – ha aggiunto – tutto il resto non ci interessa. Il Tfr non va toccato”. (Agg. 28/05 ore 16.54)

“SITUAZIONE CRITICA DIFFICILMENTE RECUPERABILE”. E se lo sciopero rischia di non essere più soltanto un’ipotesi lontana, è stata Attig dell’Ugl a ribadire come “l’accordo del 2017 ad oggi non è stato rispettato. E questo visto l’epilogo di oggi, con l’amministrazione che non ha accolto la richiesta di rimandare la discussione”. Secondo Ugl e Fiadel la delibera approvata in consiglio conferma proprio una situazione di criticità difficilmente recuperabile. “Stiamo attuando le dovute verifiche sul reale accantonamento del Tfr – hanno spiegato – e nel frattempo il Pincio aumenta i costi del personale, passando da un organo monocratico ad uno collegiale. Da una parte si chiede il sacrificio ai lavoratori e dall’altro però registriamo una gestione “allegra” della società: sono  venuti a mancare proprio i presupposti dell’accordo”.  Da un lato i sindacati invitano quindi i lavoratori a non concedere più ore di straordinario, dall’altro sono al lavoro per verificare se vi siano o meno gli estremi “per poter chiamare in causa De Leva per il danno arrecato a questa nuova società, lui che – hanno aggiunto – ha accettato anche contratti di servizio senza avere la giusta congruità dei costi e che porteranno la Newco a chiudere i bilanci in negativo. Per quanto ci riguarda, nonostante il buon senso mostrato fino ad oggi, mandiamo avanti tutti i procedimenti in essere, dal mancato accordo presso la Direzione territoriale del lavoro alle vertenze davanti al giudice del lavoro”. Una cosa in particolare sottolineano i due sindacati: quanto scritto nella circolare, ossia che la questione Tfr era stata stabilita negli atti notarili di cessione dei rami d’azienda, è una forzatura. “Quanto inserito nell’atto costitutivo – hanno aggiunto – è un falso, diverso dall’accordo siglato con i sindacati a maggio: nessuno aveva parlato di deroga per quanto riguarda gli aspetti giuridici, economici e previdenziali”.  (Agg. 28/05 ore 17.45)

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