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Lusso e svaghi dall'antica Roma all'era 2.0

Nella società romana antica, la parola lusso (luxus in latino) veniva comunemente associata a precise abitudini riguardanti il benessere e gli svaghi del corpo e della mente, ai piaceri del tavola, alla sontuosità delle vesti e dei preziosi accessori, ma naturalmente anche all’imponenza delle dimore costruite solo per una certa élite nei dintorni della Capitale. Oggi come allora è possibile vivere alcune esperienze di lusso proprio come gli antichi romani, scopriamo le più interessanti.

Benessere e relax: l’acqua come risorsa preziosa

Uno degli elementi naturali che caratterizzava l’antica Roma era sicuramente l’acqua, utilizzata sia per creare sorgenti e fontane ornamentali, ancora visibili nelle più belle residenze romane, che come fonte di relax nei percorsi termali con grandi vasche e piscine terapeutiche per depurare corpo e spirito. L’imperatore che più di tutti si dedicò alla realizzazione di terme, proprio ai piedi dell’Aventino, fu Lucio Settimio Bassano conosciuto ai più come Caracalla, da cui infatti deriva il nome Terme di Caracalla, e più tardi Diocleziano con le sue Terme ancora più imponenti. Oggi, per fuggire dal caos cittadino, è possibile rifugiarsi in hotel di lusso con al loro interno centri spa che si ispirano proprio agli antichi bagni termali per ritagliarsi momenti di serenità. Tra i centri più esclusivi ricordiamo il Cavalieri Gran Spa Club che comprende saune, vasca idromassaggio, piscina riscaldata e bagno turco, tre piscine esterne riscaldate, oltre ad un percorso calidarium-frigidarium e una serie di trattamenti di bellezza per tutte le esigenze. Palazzo Montemartini, proprio accanto alle antiche Terme di Diocleziano, offre invece una spa di ben 600 m2 con un percorso idroterapico, vasca Jacuzzi, sauna, bagno turco, camera del suono e del sale, docce emozionali, ambienti dedicati ai massaggi e numerosi trattamenti estetici. Poco distante dal centro città e vicino a Fiumicino, sorge il QC Termeroma, un resort di lusso situato all’interno del Parco Naturale di Traiano con una vegetazione ricca e profumata, ideale per rilassarsi. Qui l’antica idea di terme romane rinasce nella spa che riprende l’uso dell’acqua della falda riscaldata a 37 ºC con un percorso benessere che si estende attraverso i sotterranei degli edifici storici fino a sfociare nell’Oasi del Porto. Sempre all’interno della struttura sono presenti vasche idromassaggio, cascate rigeneranti, un percorso kneipp, un parco esterno con il bagno giapponese, le biosaune, aree per il relax, per i trattamenti estetici e per il fitness.

Dai giochi antichi a quelli moderni

Oltre al benessere del corpo e dello spirito, tra gli svaghi della mente preferiti dagli antichi romani c’erano diversi passatempi come il teatro, la musica ma anche il gioco d’azzardo per sfidare la fortuna e intrattenersi con gli amici dopo un bel bagno nelle acque termali. A Roma si scommetteva su tutto e nelle case dei ricchi si utilizzavano solitamente scacchiere, realizzate con materiali preziosi. I romani giocavano con monete, pedine, dadi e tavolette ovunque, tanto che tra le scoperte archeologiche in giro per la città sono state ritrovate alcune scacchiere incise sulle lastre della pavimentazione. I dadi, (tesserae) fatti di ossa, legno, avorio e materiali simili erano un accessorio immancabile dell’abbigliamento quotidiano, attaccato ad una cordicella legata intorno alla cintura. Con le monete si giocava a navia aut capita, l’attuale testa o croce. Molto simili ai dadi c’erano gli astragali di terracotta, di ossa o di materiali preziosi come oro o argento, usati soprattutto dai veggenti del tempo per prevedere il futuro. Uno dei giochi più popolari consisteva nel lancio di 4 o 5 astragli a 4 facce, il più abile a raccogliere i pezzi con il dorso della mano, realizzando il famoso colpo di Venere era il vincitore. Duodecim scriptorum è un’altro esempio dell’evoluzione dei giochi , in quanto rappresenta l’antenato del Backgammon il cui scopo era di far muovere le pedine fino alla parte opposta della tavola, superando quelle dell’avversario. Molti altri giochi, come gli scacchi, testa o croce, blackjack e poker sono ancora tra gli svaghi preferiti di chi vuole divertirsi e staccare la spina per qualche momento. Un cambiamento fondamentale però differenzia l’epoca degli antichi romani dalla nostra è avvenuto con la diffusione di Internet, in quanto il gioco è diventato accessibile 24 ore su 24. Per giocare basta trovare la piattaforma di giochi desiderati e iniziare grazie ad un semplice click. Per gli appassionati di giochi online troviamo Kongregate Online, con più di 11 mila giochi che vanno da semplici puzzle a RPG o giochi d’azione. Betway Casinò, specializzata invece in gioco d’azzardo, permette di scegliere tra una vasta gamma di giochi tra cui si trovano invenzioni decisamente più moderne rispetto ai giochi dei tempi dei romani, come la roulette e il Blackjack. Ad ogni modo, quello che è rimasto fino ai giorni nostri e non è stato perso con l’avvento di Internet è di certo la passione per sfidare la sorte rimane: duellare con la fortuna infatti non smette mai di ispirare gli appassionati del gioco d’azzardo e dei giochi da tavolo, che possono ora esprimere le loro abilità e strategie sempre e dovunque, senza doversi più portare un paio di dadi in tasca o incidere scacchiere per strada.

La cucina romana con i suoi sapori antichi

La cucina romana moderna, con le sue osterie colorate sparse tra i vicoletti di Trastevere e Campo de’ Fiori, non è poi tanto diversa da quella dell’antica Roma e conserva intatte alcune ricette delle regioni confinanti, dalle quali ha potuto assorbire molte specialità culinarie. La particolarità della cucina romana è quella di aver difeso la genuinità dei piatti con la semplicità e schiettezza tipiche di una cucina popolare. Nell’impero romano si mangiava bene, iniziando con un pasto mattutino molto sostanzioso costituito da pane e schiacciata conditi con olio, un pizzico di sale, del vino oppure miele o latte, amalgamati con frutta secca, formaggio o carne. Il pasto serale era abbastanza semplice e variabile e consisteva in portate di legumi, ciotole di olive, alici in salamoia, vari tipi di formaggi di pecora o di capra, carne allo spiedo e pesce grigliato. Essendo una cucina tipicamente mediterranea, i piatti principali prevedevano carne e pesce, dalle prestigiose aragoste e ostriche, al pollame, alla carne di vitello o di maiale. Gli alimenti come gli insaccati, i volatili e la grande selvaggina come cinghiali, cervi, caprioli e daini, venivano preparati nelle sontuose ville di campagna dove la classe nobile era solita organizzare banchetti e feste private. La cena terminava con dolci e frutta: i dolci erano preparati con miele o vino, mentre i frutti più popolari erano le mele, l’uva, le albicocche, le pesche e i fichi.

Oggi come allora, Roma offre un viaggio sensoriale completo a chiunque desideri scoprire il lusso del vivere prendendosi cura di mente, corpo e passioni, punti fermi della cultura che all’apice della sua grandezza regnava su gran parte del mondo allora conosciuto e in cui ha esportato la sua cultura, di cui ancora oggi possiamo ritrovare evidenti tracce.

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