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Ladispoli, a Punta di Palo arrivano le ruspe

Ladispoli, a Punta di Palo arrivano le ruspe

Si riapre il cantiere di fronte al Bosco di Palo contestato dagli ambientalisti e anche dal sindaco Grando

LADISPOLI – Ruspe di nuovo in azione a Ladispoli nel piano di lottizzazione denominato Punta di Palo. Da qualche giorno è aperto il cantiere che prevede la realizzazione di appartamenti e strutture ricettive praticamente di fronte al Bosco di Palo Laziale e alle spalle della via Aurelia.

Molte polemiche esplose negli scorsi anni sia da parte dal Movimento Cinque Stelle ma anche da parte dell’attuale primo cittadino Alessandro Grando. Il sindaco di Ladispoli infatti aveva annunciato di dare battaglia su Punta di Palo, ma evidentemente le vicissitudini della macchina amministrativa ed i suoi tempi si sono mostrati più rilassati del previsto. Nella revoca dei piani integrati voluta dall’amministrazione non compare il piano di lottizzazione punta di palo nato comunque sotto l’ala di Paliotta e di altri intermediari politici. Di fatto Il piano casa consentirebbe per legge di trasformare il piano di lottizzazione originario in un vero e proprio, imponente, piano di edilizia residenziale a canoni agevolati, in cambio dello stanziamento del 10% delle volumetrie in edilizia a canone calmierato. Operazione gestita tramite gli strumenti di legge in vigore. Secondo il sindaco Grando ciò sarebbe stato possibile in quanto, sempre all’epoca dei predecessori (della vecchia amministrazione quindi), il comune di Ladispoli non perimetrò (come fece per Olmetto monteroni) le aree, escludendole da questo tipo di lottizzazione. Nel 2017 si era provveduto al cambio di destinazione d’uso di questa grande area che ha fatto gola ad imprese di fuori. (Agg. 02/06 ore 9.52) segue

GRANDO NEL 2017 CONTRO IL PROGETTO TRA GLI SCRANNI DEL CONSIGLIO COMUNALE. “C’è da dire che un nuovo quartiere residenziale potrebbe compromettere ancor di più la viabilità in un punto critico della città con disagi al traffico cittadino, al sistema idrico e fognario, ai trasporti pubblici, agli uffici comunali che già non riescono a fornire servizi adeguati a causa della carenza di personale”, era il commento iniziale di Grando. “Verrà compromessa per sempre una delle ultime aree di pregio rimaste nelle nostra città causando un danno irreparabile all’ambiente, sosteneva sempre Grando nel 2017 quando indossava i panni del consigliere di minoranza. (agg. 02/06 ore 10.30)

L’EX SINDACO PALIOTTA: “CON LA LEGGE SUL PIANO CASA CAMBIO DI DESTINAZIONE DA PARTE DEI PROPRIETARI”. Nel frattempo chi interviene sull’argomento è l’ex sindaco del Pd, Crescenzo Paliotta: “Quell’area era stata destinata già dal Piano Regolatore del 1978 prevalentemente a finalità turistico recettive (Alberghi) . Purtroppo la legge del Piano Casa ha dato diritto ai proprietari di un cambio di destinazione, con una procedura svoltasi tutta a livello Regionale “. Il punto di vista della politica tende dunque a deresponsabolizzare gli amministratori locali circa la paternita’ dell’operazione. Bisognerebbe chiedere ai tecnici quale e’ stato, di preciso, l’iter consumatosi prima dell’approvazione della cementificazione.(agg. 02/06 ore 11)

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