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Enel, il Pd pensa al dopo carbone

Enel, il Pd pensa al dopo carbone

Mozione urgente dei consiglieri del partito democratico per valutare una adeguata exit strategy: chiesta l'istituzione di un tavolo permanente  

CIVITAVECCHIA – Una mozione urgente per istituire un tavolo permanente che impegni l’Enel a discutere il futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord alla luce delle tempistiche previste dagli adeguamenti delle emissioni di CO2 previste dai trattati internazionali, dalle direttive nazionali e dagli stessi obiettivi strategici dell’azienda. Un tavolo che possa includere, oltre alla minoranza, le rappresentanze sindacali e delle imprese, le organizzazioni ambientaliste e le altre rappresentanze sociali che possono fornire un contributo utile al confronto con l’Enel, coinvolgendo nell’ottica della visione di uno sviluppo a lungo termine e di nuove direttrici per la sinergia del nostro territorio. È quella presentata dai consiglieri del Pd Marco Piendibene, Rita Stella, Marco Di Gennaro e Mirko Mecozzi in considerazione delle ultime direttive approvate dal governo Gentiloni, contenute nel piano di “Strategia Energetica Nazionale 2017”, che prevedono di conseguire, entro il 2025, l’obiettivo di azzerare la produzione di energia elettrica derivante dalla combustione di carbone. (agg. 04/06 ore 9.19) segue

IL DOPO CARBONE. Del “dopo carbone” si parla da anni, anche se in realtà per Civitavecchia non ci sono ancora date certe. “Il crescente apporto delle energie rinnovabili rende attuabile la strada tracciata dal precedente governo di centrosinistra verso la decarbonizzazione totale dove si prevede di raggiungere, rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050 – si legge nella mozione del gruppo consigliare del Pd – anche l’Amministratore Delegato di Enel, Francesco Starace, ha dichiarato che Enel Green Power è in grado di installare 2.500 Megawatt di rinnovabili all’anno e che con questi tassi di sostituzione, Enel sarà in grado di raggiungere il target di zero emissioni di Co2 con 10 anni di anticipo rispetto all’obiettivo dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Lo stesso manager ha fatto riferimento a recenti studi di settore che mostrano come ormai sia più conveniente costruire un impianto rinnovabile piuttosto che mantenerne in esercizio uno convenzionale già ammortizzato. L’impianto termoelettrico di Torrevaldaliga nord, costituito da tre gruppi da 660 Megawatt alimentati a carbone, per una potenza complessiva installata di 1.980 Megawatt, rientra naturalmente nel piano di prossime dismissioni previste dall’Accordo di Parigi del 2015, dal piano di Strategia Energetica Nazionale del 2017 e dagli stessi obiettivi di Enel S.p.A”. (Agg. 04/06 ore 10)

IL PARERE DEL PD. Secondo il Pd è necessario affrontare per tempo una situazione che richiede una “exit strategy” per evitare ulteriori crisi in un settore, quello elettrico e del connesso indotto, “già provato dalla graduale riorganizzazione delle aziende elettriche presenti sul nostro territorio, con politiche economiche principalmente finalizzate al massimo risparmio. La pregressa convenzione con l’Enel del 2008 – hanno ricordato – che prevedeva, tra l’altro, investimenti nel settore delle energie rinnovabili per un importo di 300 milioni di euro con ricadute economiche per il nostro territorio calcolate in 80 milioni di euro. Il rapporto instaurato dall’attuale Amministrazione a guida 5 stelle con i vertici Enel, a cui si deve una nuova interpretazione data alla convenzione per la quale si definisce “attualizzazione” la revisione di tale accordo”. A detta dei consiglieri ciò che era attuale nel dicembre 2015 al momento dell’attualizzazione, non può più essere considerato attuale nel 2018 “anche in considerazione – hanno concluso – delle tematiche sopra esposte e che una eventuale riapertura di un negoziato con Enel può portare molteplici vantaggi alla nostra comunità”. (agg. 04/06 ore 10.30)

 

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