Pubblicato il

Tac, un esame salvavita

Tac, un esame salvavita

Lo specialista della Asl Roma 4 spiega all’utenza cos’è la Tomografia assiale computerizzata e quando farne uso. Zaccagnino: "È il top della radiologia: siamo arrivati a macchine che in 40 secondi acquisiscono l’intero corpo umano". VIDEO

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – «La Tac è un esame salvavita». Parola del radiologo Asl Roma 4 Pietro Zaccagnino. Si tratta del «top della radiologia – ha continuato – la Tac, ovvero la  Tomografia assiale computerizzata, è un esame che viene effettuato molto spesso, soprattutto per il Pronto soccorso.

Ma cos’è? Nonostante la tac abbia una storia inglese e americana – ha evidenziato Zaccagnino – in realtà fu un radiologo italiano, un certo Villabona, che cominciò ad ipotizzare la radiografia fatta a strati. La Tac è un apparecchio  radiologico che virtualmente ci taglia in tante piccole fettine per poi permetterci di ricostruire il corpo, non più con le sole fettine ma bensì per poter avere un’immagine completa e tridimensionale. La Tac è un apparecchio di ultima generazione – ha sottolineato – man mano che si va avanti, è come per i computer. Si parla delle prime Tac arrivate in Italia nel 1984, in particolare la prima fu installata a Bologna. Nasceva per lo studio del cervello ma negli anni a venire la macchina ha subito delle evoluzioni, ora siamo addirittura arrivati alle macchine di quarta generazione che permettono in appena 40 secondi di acquisire l’intero corpo umano».

uando ci si sottopone all’esame, però, si viene esposti ad una dose di radiazioni abbastanza importante. Ma proprio quest’anno «e in particolare la radiologia del San Paolo – ha continuato – ha recepito questa normativa dell’Euratom. Nel futuro i singoli pazienti dovranno obbligatoriamente avere una piccola scheda che ci dice quante radiazioni assumiamo per le esposizioni ad esami radiologici». La tac viene utilizzata generalmente per pazienti politraumatizzati e spesso è necessario il liquido di contrasto. Che serve per delineare in maniera migliore «le strutture del corpo e – ha concluso – così riusciamo a capire se una lesione è benigna oppure no».

ULTIME NEWS