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Usi Civici, stop alle sanatorie

Usi Civici, stop alle sanatorie

Il notaio Giuseppe Capparella fa il punto all’indomani della recente sentenza della Corte Costituzionale: "A questo punto occorre un intervento legislativo"

CIVITAVECCHIA – Tantissime le pratiche congelate per effetto della sentenza 113/2018 della Corte Costituzionale, che ha gettato nel caos più totale la già controversa questione degli usi civici. Gli atti notarili sono ora bloccati: chi ha già versato una caparra per l’acquisto di un terreno su area demaniale è in un mare di guai. Per non parlare di chi risulta già proprietario da anni di particelle un tempo catalogabili come bene pubblico.(agg. 02/06 ore 10.26) Segue

LA SENTENZA. Una situazione che il notaio Giuseppe Capparella conosce bene: «La sentenza va rispettata ovviamente – ha affermato – ma va anche approfondita. Sono anni che insieme a Comune e Agraria operiamo per trovare una soluzione in grado di tenere conto delle esigenze dei cittadini, ora è tutto da rivedere». La recente sentenza a quanto pare metterebbe in difficoltà tutti, contrapponendosi al vecchio orientamento che mirava a garantire una sanatoria per quei terreni gravati da uso civico. Ora l’articolo otto della vecchia Legge Regionale è cartastraccia: «In passato veniva data al legislatore regionale la facoltà di procedere con delle sanatorie – ha spiegato il notaio – anche perché tutelare gli usi civici da abusi è fondamentale, ma allo stesso tempo si è sempre sentito il bisogno di avere un quadro normativo certo per i cittadini e per gli operatori giuridici. Oggi – ha proseguito Capparella – rispetto ai beni demaniale, la Legge Regionale non può più intervenire. È vero che la complessa procedura di sdemanializzazione può passare da un’intesa tra Ministero dell’Ambiente e Regione, ma non è detto che si arrivi a una sanatoria. Inoltre – ha aggiunto il notaio – appare molto difficile allo stato attuale poter imporre degli oneri a chi ha già acquistato molti anni fa». In effetti sono molti i cittadini che oggi si trovano nell’assurda condizione di aver corrisposto delle caparre a fronte di nulla, per non parlare di coloro impossibilitati ora a vendere o addirittura esposti alla probabilità che il bene di loro proprietà possa tornare pubblico. (Agg. 02/06 ore 11)

DUE LE AREE PIU’ A RISCHIO. E le aree più a rischio sono due: Tenuta Ferrarie e Tenuta delle Mortelle. «Chi ha acquistato molti anni fa – ha evidenziato il notaio Capparella – si ritrova oggi con un bene che non ha mai ricevuto una adeguata sclassificazione: in sostanza gli atti posti in essere sono nulli». Una sentenza pesantissima quella della Corte Costituzionale, che se da un lato punta a tutelare il patrimonio e il territorio,. dall’altro non tiene conto delle ragioni di centinaia di cittadini civitavecchiesi. «A questo punto conclude Capparella – la soluzione potrebbe arrivare da un intervento legislativo a carattere nazionale, solo così si può ancora sperare di salvare la situazione di chi ha acquistato in buona fede diversi anni fa». Insomma, oggi il problema che si pone è anche quello di sanare i titoli di acquisto superando un contenzioso che si trascina da decenni. Al momento le pratiche congelate sarebbero tantissime, per un ammontare di alcuni milioni di euro. (Agg. 02/06 ore 11.30)

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