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«Aprire il confronto sul premio di risultato»

«Aprire il confronto sul premio di risultato»

VERTENZA CAMASSA. Così il responsabile territoriale della Fp - Cgil a seguito dell’assemblea tenutasi ieri mattina tra azienda, amministrazione e sindacati. Diego Nunzi: «Contestualmente è necessario cominciare a produrre atti formali legati al numero  di personale attualmente in forza e dei lavoratori precari per superare il ricorso al lavoro interinale»    

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come già riportato su queste colonne, l’annullamento della interdittiva antimafia ottenuto dalla Camassambiente Spa azienda che in ATI con ASV Spa gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti in città, raccolta differenziata porta a porta e decoro urbano, ha reso per tutte le parti interessate più agevole il dialogo per risolvere criticità che venivano comunque rese più difficili da una gestione commissariale dovuta all’interdittiva citata. (agg. 06/06 ore 10.30) segue

L’INCONTRO. Si è registrata la volontà di tutte le componenti: azienda, amministrazione e sindacati, alla massima collaborazione ed è giunta da parte del segretario territoriale della Fp Cgil Civitavecchia Roma Nord Viterbo Diego Nunzi, una nota che fa ben sperare: «Questa mattina (ieri per chi legge) si è svolta l’assemblea indetta dalla Fp Cgil presso il cantiere di Cerveteri così come avevamo informato nell’incontro sindacale tra Aziende, Amministrazione comunale e OO.SS. La suddetta assemblea ha avuto come obiettivo primario quello di informare i lavoratori sullo stato della vertenza avviata  riguardo lo stato attuale dello svolgimento del servizio di pulizia trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e differenziati nel Comune di Cerveteri, del suo efficientamento e delle criticità che quotidianamente i lavoratori riscontrano nell’espletare il servizio, anche  per le difficoltà organizzative che gli stessi hanno sottolineato nei  vari interventi.
Tale aspetto, rende ora inevitabile affrontare tra le parti (sindacato, Amministrazione e Aziende) questioni che riguardano gli attuali assetti organizzativi e produttivi ed aprire il confronto sul premio di risultato a fronte dell’innalzamento delle percentuali di raccolta differenziata.  
Contestualmente riteniamo necessario cominciare a produrre atti formali legati al numero di personale attualmente in forza e dei lavoratori precari con le  due aziende che compongono L’ATI  con l’obiettivo di arrivare ad un accordo di ampio  respiro che preveda  le condizioni di superamento del ricorso al lavoro interinale  e per la creazione di lavoro  stabile che possa dare opportune risposte sia in termini di innalzamento dell’efficienza del servizio sia in termini di qualità occupazionale». (Agg. 06/06 ore 11.15)

LA PROBLEMATICA DELL’ATI.  La qualità dell’occupazione è sempre stato il grosso problema dell’ATI, la quale al momento di stabilire la forza lavoro necessaria alla coperture del territorio, sembra sia incorsa in un’equivoco nell’interpretare una pianificazione  stilata da altra azienda specializzata. Ciò, in corso d’opera, aveva creato criticità tali che la manodopera e i mezzi previsti ed impiegati, risultavano insufficienti, a tal punto da provocare disservizi e un maggior carico di lavoro sulle maestranze attraverso l’orario delle prestazioni e le turnazioni. 
Come detto, fino ad ora, la presenza del provvedimento adottato dal Prefetto di Bari, cassato dal Consiglio di Stato, ha reso problematico ogni tipo di tentativo nonostante la volontà delle parti per effetto di un palese rallentamento della gestione. 
Ora si riprende con volontà immutata e presupposti diversi che fanno ben sperare in  un risultato positivo in tempi brevissimi.(Agg. 06/06 ore 11.43)

 

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