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Battilocchio: ''Pratiche locali tradizionali, davvero non ci siamo''

Il deputato interviene duramente chiedendo un atto amministrativo “rispettoso di quanto previsto dalla normativa nazionale e dai regolamenti comunitari. Qualora dovesse permanere questo stato di colpevole  inerzia chiederò l’intervento del neo Ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio”

Il deputato interviene duramente chiedendo un atto amministrativo “rispettoso di quanto previsto dalla normativa nazionale e dai regolamenti comunitari. Qualora dovesse permanere questo stato di colpevole  inerzia chiederò l’intervento del neo Ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio”

“Qualora dovesse permanere questo stato di colpevole  inerzia, unico in Italia,  che dura ormai da lontano 2015 e che mette a repentaglio la sussistenza di molte aziende zootecniche della nostra Regione, chiederò l’intervento del neo Ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, al fine di sollecitare un atto amministrativo che sia rispettoso di quanto previsto dalla normativa nazionale e dai regolamenti comunitari”.

Nuovo netto intervento del deputato del collegio, Alessandro Battilocchio, in relazione alla questione delle Pratiche Locali Tradizionali, che interessa direttamente e pesantemente le aziende agricole del nostro territorio.

“Dopo la lettera a Zingaretti – spiega Battilocchio – relativa all’approvazione della deliberazione sulle aree destinate alle Pratiche Agricole Tradizionali, avevo preso atto con favore dei proclami con i quali si annunciava l’intenso lavoro in essere ed addirittura l’imminente approvazione di un provvedimento risolutivo. La pubblicazione dell’atto, avvenuta il 29 maggio scorso, ha lasciato sconcertate le aziende agricole interessate che mi stanno contattando numerose e con grande preoccupazione visto che hanno constatato la sostanziale inutilità della deliberazione della Giunta Regionale – tuona il deputato – che contiene soltanto l’asserita volontà di formalizzare l’elenco delle superfici idonee alle Pratiche Agricole Tradizionali entro i prossimi 4 mesi. Deliberare che se si delibererà apparirebbe come cosa comica se non fosse per la drammaticità della situazione in cui versano gli agricoltori a cui non è stata fornita alcuna indicazione in merito alle superfici utilizzabili per le domande relative alla Politica Agricola Comunitaria ed al Piano di Sviluppo Rurale in scadenza il 15 giugno prossimo”.

Ma non finisce qua perché, continua Battilocchio “a ciò si aggiunge il blocco, da parte di Agea, dei pagamenti relativi all’annualità 2017 e la possibilità di recupero di quanto erogato nelle annualità precedenti per le superfici che permangono in anomalia”.

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