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Degrado, Giacomini: ''Civitavecchia città da salvare''

Degrado, Giacomini: ''Civitavecchia città da salvare''

Il vicepresidente del Polo democratico dipinge un quadro preoccupante con una città in ginocchio e abbandonata a se stessa

CIVITAVECCHIA – “Che l’occupazione è ai minimi storici, che l’ambiente è un ammalato sul letto di morte, che il Commercio locale langue, che le Piccole, Medie imprese e l’artigianato nostrano stanno vivendo il periodo peggiore che si ricordi dal dopo guerra ad oggi, nessuno ne parla e se se ne parla lo si fa in maniera riduttiva e superficiale, tanto per evitare di destare preoccupazione”.

Parola di Federica Giacomini, vicepresidente del Polo democratico, che dipinge un quadro preoccupante di Civitavecchia, una città che definisce “da salvare”. 

“Girando per la città – prosegue Giacomini – mi viene voglia di chiedermi e chiedere se un cittadino oggi si sente fiero di sentirsi un Civitavecchiese. Sicuramente si, senza se e senza ma, però poi nel guardarsi intorno le certezze cambiano e cambiano in modo repentino”. Il vicepresidente del Polo democratico parla di una Civitavecchia vittima di degrado e incuria, di una città abbandonata a se stessa.(Agg. 05/06 ore 11.41) Segue

IL DEGRADO. “Quello che salta agli occhi è il degrado nel quale Civitavecchia nostra è sprofondata – evidenzia Giacomini – e non se ne salva neppure un angolo a partire da nord a sud e da est ad ovest, partendo dalle periferie più estreme che sono lo specchio magico della città. Nella grande maggioranza delle aree a verde regna l’incuria e gli insetti nocivi ed i ratti la fanno da padroni – tuona Giacomini – i cassonetti traboccano di rifiuti e l’olezzo permanente impregna le aree circostanti di sgradevoli miasmi, i rifiuti solidi abbandonati e non raccolti, fanno da squallida cornice alle strade cittadine piene di pericolose buche, mentre le perdite idriche le innaffiano con regolarità mettendo in luce una segnaletica orizzontale e verticale stinta ed invisibile”. (Agg. 05/06 ore 12)

QUADRO DESOLANTE. Per Giacomini non si tratta di parole ma di realtà oggettiva, un quadro realista ma desolante. Un insieme di casi e caratteristiche che “ha una “Città da salvare”, e l’impegno sarà grande – conclude il vicepresidente del Polo democratico – ma non possiamo permetterci di non provarci altrimenti, come dice qualcuno, sarà meglio fare i bagagli ed approdare in altri lidi, ma lo spirito di chi è nato in questa città è grande e non si farà spaventare da cinque stelle, anzi quattro, che a Civitavecchia non si sono ancore accese per illuminarla”. (Agg. 05/06 ore 12.30)

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