Pubblicato il

Humana e Pap: "Una tonnellata di grazie"

Humana e Pap: "Una tonnellata di grazie"

CIVITAVECCHIA – “Una tonnellata di grazie. Tanto quanto pesano gli abiti usati che i civitavecchiesi hanno donato domenica al punto di raccolta di largo D’Ardia”: Soddisfatti i promotori dell’iniziativa, Potere al Popolo ed Humana, che descrivono una Civitavecchia “generosa, solidale, attenta e disponibile. Che riesce a trasformare un piccolo gesto casalingo, come quello del cambio di stagione degli armadi – hanno spiegato – in un grande gesto che in un colpo solo abbraccia, ambientalismo, creazione di posti di lavoro in Italia e fuori e progetti di sviluppo nel Sud del mondo. Istruzione e formazione, agricoltura, sicurezza alimentare ed energie rinnovabili, aiuto all’infanzia e sviluppo comunitario, prevenzione e tutela della salute e tutta una rete di piccoli commercianti che vivono e lavorano con gli abiti usati che tramite Humana a loro arrivano”.

Gli abiti raccolti domenica saranno portati nel centro di Pomezia. Da lì saranno inviati tramite automezzi al centro di smistamento di Pregnana Milanese. Qui subiranno la selezione ed igienizzazione e diventeranno abbigliamento riutilizzabile o riciclabile. Pronto per l’immissione al consumo nel primo caso o destinato alla produzione di nuovo materiale tessile nel secondo caso. 

“Humana Italia con la cooperativa e l’associazione, riesce a dare 147 posti di lavoro ( impiegati amministrativi, autisti, magazzinieri e selezionatori ) questo al 31 dicembre 2016 – hanno ricordato dal comitato locale di Potere al popolo – a chi come loro, in questo periodo così buio, riesce a creare dal nulla posti di lavoro va il nostro plauso. Togliere dalle discariche 20.000 tonn. all’anno con i benefici ambientali che ne conseguono non è poca cosa. Pensare poi di poter contribuire seriamente a creare condizioni di vita dignitose in Africa, per non far fuggire gli uomini e le donne di quella terra, da miseria, malattie, siccità e guerre, può farci sentire, tutti, un pochettino migliori. Sicuramente dei tanti vecchi e nuovi parolai che amano “ aiutarli a casa loro “. Tradotto significa continuarli a sfruttare come ha fatto da sempre il vecchio, civile Occidente e se poi osano fuggire dalle condizioni di vita miserevoli, consegnarli alle bande di Erdogan o a quelle libiche. O come ha fatto il neo ministro dell’interno, Salvini, accusare le Ong umanitarie che li salvano in mare di essere alla stregua dei scafisti criminali. Ma non sa che la legge internazionale del mare prevede il soccorso e la salvaguardia della vita umana in mare? No, non lo sa”.

 

 

ULTIME NEWS