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Quando la distrazione di un sindaco passa il limite

Quando la distrazione di un sindaco passa il limite

Il 2 giugno l’opposizione ruba la scena a Pascucci, assente per l’occasione, deponendo fiori al monumento dei caduti. Alla processione del Corpus Domini, poi, il primo cittadino cade in un’insopprimibile quanto fuori luogo tentazione di usare il telefonino   

di TONI MORETTI

CERVETERI – C’è da cominciare a preoccuparsi.  E’ vero che può girarsi in strumentale tutto il can-can dell’opposizione su un sindaco ritenuto ormai distratto dalle sue mire nazionali. Distrazione che lo porta ad essere assente dagli atti del paese con il suo establishment che annaspa e sbaglia tutto quello che si può sbagliare. Gare d’appalto che si devono annullare perché fatte male, altre che si chiede di annullare in autotutela, convenzioni necessarie per poter fare interventi su terreni privati non firmate con i lavori già fatti, vedi il viale di Lawrence. Insomma, tutto sembra ruotare in una assunzione di arroganza  e delirio di onnipotenza che l’opposizione denuncia e di un “siete dei disfattisti, boicottate ogni qualcosa che si fa di buono per il paese perché non ne avete a cuore le sorti”, la risposta del sindaco che si ripete quasi come un tormentone, con chi dice: ”Ma noi non siamo stupidi anzi lo facciamo per il rispetto della legalità” e il sindaco che sembra risponda: ”Ed io lo sono meno di voi. Poi si vedrà”.  Il fatto è che tutto si vedrà probabilmente in sedi estranee dove tutto si giocherà su rinvii, prescrizioni o sopraggiunte immunità e capi espiatori che hanno posto qualche firma di troppo. Non si nota neanche, né nel gruppo che segue il capo, a parte qualche presenza costante a suo fianco che si può interpretare più scenografica che di designazione, almeno si spera, ne dall’altro una assunzione seria di volontà di leadership, almeno fino ad oggi, che lascia nel limbo questo paese, che a dire il vero non lo merita. Tornando a noi, a proposito di distrazioni, c’è da registrare quella del due giugno. Nulla in protocollo, il sindaco assente poiché ospite di sfere più alte e la piazza e la scena rubata da una opposizione, l’unica che ha la sensibilità di deporre un mazzo di fiori al monumento dei caduti. Certo, c’è rimasto male chi vede l’anniversario della Repubblica come un rinnovo di una promessa di matrimonio: ”In miseria e in povertà, in salute e in malattia”.  
Come proprio adesso che è malata?. E poi, da laico posso rifiutarmi di andare ad una processione e farmi rappresentare e sostituire da altri. Ma andare dietro ad un santo e rimanere incollato al telefonino magari chattando con Pizzarotti, è una grave mancanza di rispetto per tutti quelli che ci credono.  E poi sembra ci si voglia proprio litigare con i santi. E prima S. Michele, offrendogli per i suoi festeggiamenti cabaret indecoroso, e poi San Francesco, rimandandolo all’esame di una commissione e adesso addirittura il capo di tutti, che sembra non “ti fili proprio”…

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