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«Cimitero nuovo: tutto sbagliato, tutto da rifare»

«Cimitero nuovo: tutto sbagliato, tutto da rifare»

L’INCHIESTA.  Questa la prospettiva di De Angelis e Orsomando che con la loro interrogazione non ammessa hanno fornito un assist alla maggioranza. L’annullamento della gara in autotutela avrebbe permesso di uscire da una sorta di conglomerato bituminoso  

di TONI MORETTI

CERVETERI – «Tutto sbagliato, tutto da rifare» la prospettiva indicata dai consiglieri De Angelis e Orsomando. Dando per vero tutto quanto sostengono e  provano con documenti, l’affare riguardante il project financing per la realizzazione del quinto cimitero comunale di Cerveteri, risulterebbe essere l’opera magna dell’incompetenza di un’intera macchina comunale che a causa di ciò ha  tratto in inganno un’amministrazione di sprovveduti  trascinandoli in un agglomerato bituminoso dove difficile è distinguere l’imperizia dal dolo ma dove facile potrebbe diventare rimanere incagliati con le mani e coi piedi, arrivando ad una via di non ritorno. E’ difficile dover ammettere, se non per pura cecità politica colma di pregiudizi, che questa mozione presentata in consiglio e regolarmente bocciata dalla maggioranza, non possa essere considerata un “assist” per la maggioranza stessa, mettendola, con la richiesta dell’annullamento della gara in autotutela, nella condizione di evitare qualche “guaio” che molti giurano di vedere già offuscare l’orizzonte. 
Al che riflettendo ci si interroga: I due “sabotatori” hanno avuto l’ardire di denunciare ed elencare ed esibire tante falsità per ottenere lo scopo di portare un danno alla comunità  come perseguono da tempo?  E’ invece la protervia di chi amministra che tocca il culmine di  un delirio di onnipotenza, che porta ad insistere su una forma di comunicazione per la quale tutti gli avversari sono intellettualmente sottodotati?  O più semplicemente è la spasmodica difesa col classico o la va o la spacca, di qualche “debolezza” già consumata? 
Si cita verso la conclusione della mozione che con delibera di Consiglio comunale n. 11 del 20 marzo 2017, è stato riapprovato un nuovo quadro economico ed il piano asseverato confermando di fatto le carenze documentali, che l’area in cui è prevista la realizzazione del nuovo cimitero ha un vincolo afferente la fascia di rispetto di 150 metri del confinante Fosso dei Centocorvi  per cui in essa non è realizzabile alcuna opera attinente la struttura cimiteriale vera e propria; che trattasi di terreno con destinazione “agricola” di Prg, cosa peraltro certificata dalle previsioni del Disciplinare di Gara  che la indica come area a destinazione agricola per cui è necessaria la variante urbanistica  pena la nullità della procedura adottata.   Che la zona realmente utilizzabile per insediare la struttura cimiteriale vera e propria (ossia quella da collocarsi all’interno del muro perimetrale) è fortemente ridotta; che l’area individuata non è in grado di sopperire a tutte le esigenze di una città come Cerveteri per i prossimi trentacinque anni e ciò in relazione ad una previsione progettuale errata  che contempla la realizzazione di soli 2.452 loculi a fronte dei 10.150 necessari nei trentacinque anni e che ciò significherebbe la costruzione di un ulteriore cimitero visto che l’area presa in considerazione forse non risulta neppure espandibile. Che nell’analisi del “costo complessivo dei lavori” vi è un probabile grossolano errore, difatti i loculi computati sono 2.452 mentre nell’elaborato n. 7 (Piano economico e finanziario), tra i costi, per le prime tre annualità, i loculi computati sono invece pari a complessivi 3.452 (1.000 unità in più), con un maggiore costo di circa 742mila euro e visto che la società di revisione ha asseverato tale Piano economico e finanziario senza accorgersene, proprio per quanto espressamente riportato nella delibera di G.C. n. 22 del 15 febbraio 2016. Che  “la depurazione della acque è affidata ad un sistema non più ammesso dalla legge (D.Lgs n. 152/2006). Che, in relazione a quanto rilevato, la procedura della variante urbanistica al Prg, necessaria per rendere realizzabile il cimitero dovrà essere necessariamente attivata dopo l’approvazione da parte del Consiglio Comunale del progetto definitivo da redigersi da parte della ditta che rimarrà aggiudicataria della gara per non considerare, poi, che le modalità da seguire sono quelle  previste dall’art. 50 bis della L.R. n. 38/99 e la competenza per l’approvazione della variante è attribuita alla Città Metropolitana di Roma Capitale, la quale per esercitare tale prerogativa dovrà richiedere al Comune di osservare gli indirizzi operativi dalla stessa emanati per l’approvazione di progetti di opere di pubblica utilità in variante al Prg, i quali determineranno tempi molto lunghi alla luce della procedura ivi prevista.
Concludendo, non sembra di aver partorito un grande pasticcio? Qualcuno sa dire perché? Ma soprattutto perché non si può tornare indietro?

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