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«Nessuna condanna nei miei confronti»

«Nessuna condanna nei miei confronti»

Secca la risposta che l’assessore Ferri riserva ai consiglieri De Angelis e Orsomando. «Non vedo l’utilità di interloquire con voi se non a mezzo querela»

CERVETERI – Secca, la risposta a mezzo stampa che l’assessore Riccardo Ferri  riserva ai due consiglieri di opposizione Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando che sempre a mezzo stampa hanno diffuso il testo di una interrogazione urgentissima al sindaco, non ancora discussa, su certi affari che lo riguarderebbero a livello giudiziario.  (Agg. 10/06 ore 10.05) Segue

IL POST. Dice Riccardo Ferri: «Su Facebok, il 24 maggio del c.a., sul profilo di un certo signor Romano Rodolfo,  apparve un post diffamatorio nei miei confronti in riferimento a fatti che  mi riguardano e che intendo narrare. A quel post seguirono due commenti diffamatori da parte di due signore. Post e commenti sono rimasti pubblici sino ad oggi (venerdì scorso per chi legge). Oggi ((venerdì scorso per chi legge) risultano, provvidenzialmente e vigliaccamente cancellati. Ma sono stati opportunamente salvati ed ovviamente saranno oggetto di querela. Nel frattempo, molti di voi giornalisti sono stati sollecitati (anche da parte di persone ancora rimaste – secondo loro – nell’ombra) a dare risalto alla notizia. Ho evitato di assumere iniziative, attendendo inevitabili sviluppi. Ed infatti, sono arrivati i Giustizieri della Notte: Orsomando e De Angelis, che hanno presentato sia a me che al Sindaco una interrogazione ancora non discussa ma da loro inviata alla stampa. Ciò considerato, anche io anticipo la mia risposta a mezzo stampa: Carissimi consiglieri, posso dire che ritengo le Vostre domande sconclusionate e non pertinenti. Non vedo l’utilità di interloquire con Voi se non a mezzo di una querela che presenterò (se non già presentata) appena possibile. Punto». (Agg. 10/06 ore 10.30)

LA VERSIONE DI FERRI. L’assessore Ferri nella nota dà la sua versione dei fatti: «Sono stato trovato in possesso di un vecchio fucile da me regolarmente denunciato presso la Stazione dei Carabinieri di Cerveteri, che ho ricevuto in dono da un anziano signore al quale avevo venduto la mia abitazione. E’ un fucile degli anni ’60, non più usato da quel signore dagli anni ’90. Mi fu dato dentro una vecchia custodia, riposto in sicurezza e mai più preso in mano di cui la matricola non sarebbe risultata leggibile. Ho ampie dichiarazioni difensive in questo senso e non nutro la minima preoccupazione sull’esito positivo di questo processo. L’unico rammarico è costituito dai tempi biblici del tribunale di Civitavecchia, ma ora presenterò istanza perché siano fissate udienze straordinarie. In questo processo vi è un altro, minore, addebito (che contesto) relativo a mancata denuncia di detenzione di proiettili; trattasi, peraltro, di ipotesi contravvenzionale. In quella occasione ,persino mio padre fu denunciato. La situazione fu chiarita dai Carabinieri di Cerveteri (colgo l’occasione per ringraziare ancora) e poi in udienza preliminare dove caddero inconsistenti accuse. Questo è lo stato dei fatti: nessuna condanna nei miei confronti. C’è una pendenza che non mi crea preoccupazione alcuna. Come appare del tutto evidente, assolutamente nulla che potesse interferire con le mie cariche, tra l’altro, di consigliere comunale e di assessore, né in termini di incandidabilità, ineleggibilità, incompatibilità o inconferibilità dell’incarico né soprattutto in termini di moralità ed affidabilità. Nessun dovere (salva mia libera ed insindacabile scelta) di riferire alcunché a chicchessia né sotto il profilo giuridico, né sotto il profilo morale né sotto il profilo politico». (Agg. 10/06 ore 11)

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