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In arrivo nuovi rifiuti elettronici: rischi e opportunità

In arrivo nuovi rifiuti elettronici: rischi e opportunità

Da agosto diventano Raee anche eBike e penne usb, prolunghe e prese elettriche

E-Bike e penne usb. Stufe a pellet, prolunghe e prese elettriche. Sono tra le ‘nuove’ apparecchiature elettriche ed elettroniche che, una volta dismesse, finiranno nella categoria Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e quindi differenziate e gestite come tali. Ad agosto, infatti, entra in vigore l’Open Scope, ovvero quanto previsto dal Decreto Legislativo 49/2014 che da metà mese estende la tipologia dei prodotti elettrici ed elettronici soggetti alla normativa europea sui rifiuti elettronici. In pratica, vi rientreranno tutte le apparecchiature non esplicitamente escluse. Così nuovi oggetti di uso comune dovranno essere differenziati correttamente dai cittadini e nuovi soggetti (i relativi produttori) saranno coinvolti nella loro dismissione.
Di cosa si tratta esattamente e cosa cambia? «L’Open Scope è il tentativo da parte dell’Ue e degli Stati membri di trovare soggetti cui affidare il finanziamento e la gestione di una sempre più ampia tipologia di rifiuti. Quindi sotto il cappello dei Raee vengono inserite altre tipologie di apparecchiature che fino ad agosto 2018 non erano considerate tali. Avremo progressivamente un numero di soggetti chiamati a finanziare queste attività più ampio, quindi potenzialmente più risorse», spiega direttore generale di Ecodom e neopresidente del Centro di Coordinamento Raee Giorgio Arienti.
Maggiori risorse per gestire maggiori quantità di prodotti da smaltire. Con diversi risvolti socio-economici positivi. I dati aggiornati di uno studio Remedia-Iefe Bocconi prevedono 13-15mila posti di lavoro in più, 98-112 milioni di euro di valore economico associato alle emissioni risparmiate e 1.250 milioni di euro di risparmio nell’acquisto di materie prime. Non solo. Se i target di raccolta (65% sull’immesso al consumo dal 2019) saranno raggiunti, il passaggio al nuovo sistema determinerà anche un netto calo delle emissioni di CO2 pari a 2,2/2,5 milioni di tonnellate all’anno.
«Questo cambiamento normativo è un’ulteriore opportunità per la tutela dell’ambiente – rimarca Danilo Bonato, direttore generale di Consorzio Remedia – in quanto permetterà il riciclo di più rifiuti, permettendo di ricavare maggiori quantità di materiali e di ridurre gli impatti ambientali, in termini di emissioni di CO2, consumo di acqua, suolo ed energia». Opportunità, ma anche rischi. «Temo, come è successo all’inizio del sistema Raee, che i produttori ci metteranno molto tempo prima di accorgersi che hanno un nuovo obbligo di legge quindi non sarà immediato il fatto che i nuovi produttori si adeguino alla nuova normativa – afferma Arienti – Per quanto riguarda i cittadini sarà molto importante spiegare che altre tipologie di rifiuti devono essere oggetto di raccolta differenziata».

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