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Tpl, lo scontro si sposta in consiglio

Tpl, lo scontro si sposta in consiglio

Ancora guasti ai bus. Grasso (La Svolta) incalza l’amministrazione: “Sulla metà delle linee dovremo tenere i vecchi mezzi. San Liborio dovrà accontentarsi delle vecchie carrette: si rischia di dividere l’utenza in cittadini di serie A e di serie B”. L’assessore Manuedda: “Metano indicazione del Ministero dell’Ambiente”

CIVITAVECCHIA – Crescono i dubbi sul Tpl. Lo scontro si sposta in consiglio comunale, a tenere banco ancora una volta l’eccessiva lunghezza dei mezzi, 10,4 metri, contro gli 8 suggeriti. Nel corso della seduta dell’assise cittadina è stato il capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso a tornare sull’argomento, sottolineando come nessuno neghi che il rinnovo del parco mezzi del tpl sia una buona notizia, quello che viene contestato è come vengano fatte le cose. Grasso cita infatti il piano di investimenti di «quella che prima si chiamava Argo e – evidenzia – oggi si chiama Csp, da cui è stato estratto un capitolato tecnico», capitolato in cui i mezzi richiesti erano per la maggior parte «da 8 metri – ha continuato Grasso – c’erano 4 mezzi da 10 metri e 2 per la navetta da 12 metri. Alla fine sono stati acquistati 10 da 10,4 e 2 da 12 metri». Una scelta che, stando a quanto dichiarato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale, sarebbe stata obbligata perché non ci sarebbero mezzi a metano di dimensione inferiore. (Agg. 12/06 ore 9.30) segue

IL COMMENTO DI GRASSO. «Si poteva pensare ad un mix di navette elettriche – ha incalzato Grasso – per il centro storico, si poteva pensare all’Euro 6, al diesel che con gli ultimi dispositivi ha una situazione senz’altro migliorativa dal punto di vista ambientale rispetto agli Euro 0 che oggi abbiamo. Anche perché – ha tuonato il capogruppo de La Svolta – su quelle linee su cui i nuovi autobus non potranno transitare dovremo tenerci i vecchi bus Euro 0 e quindi anche il vantaggio ambientale del metano viene in parte sterilizzato dalla necessità di far girare le vecchie carrette, creando un’ulteriore situazione che, secondo me, non è accettabile». Nei quartieri popolosi come quello di San Liborio, dove su via Izzi il mezzo da 10 metri non passa,  i cittadini si dovranno accontentare della vecchia carretta, creando «una divisione – ha detto Grasso – tra cittadini di serie A e di serie B».(Agg. 12/06 ore 10)

LA REPLICA. La risposta è arrivata dall’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda: «L’indicazione del metano – ha dichiarato nel corso del consiglio – fondamentalmente è stata del Ministero dell’Ambiente.  Avevamo richiesto la predisposizione per una rete per il tpl interamente elettrica, con mezzi piccoli ed elettrici, fu la commissione Via Vas ad indicarci la strada del metano, diciamo che sostanzialmente – ha concluso – oltre al fatto che siamo convinti che sia la scelta giusta, non è che avessimo particolari margini». Insomma la decisione secondo Manuedda è stata del Ministero e l’ipotesi Euro 6 o 7 è stata scartata. Ma il capogruppo de La Svolta ha sottolineato anche come ci siano delle evidenti problematiche sulla gestione dei mezzi a metano, come ad esempio il rifornimento, e ha sollevato dubbi su quanto realmente possano impattare dieci mezzi Euro 6 rispetto alle migliaia di veicoli che circolano giornalmente per la città. Tra l’altro comunque su metà delle linee del tpl continueranno a circolare i veicoli Euro 0 altamente inquinanti.

I dubbi sono molti. I mezzi sono belli, ecologici e sicuramente un passo avanti per il trasporto pubblico locale ma visto l’imponente investimento di 2,7 milioni di euro viene da chiedersi se non sarebbe stato più opportuno valutare meglio l’acquisto anche considerando i molti malfunzionamenti. Inoltro proprio oggi pare che altri due autobus abbiano dovuto fare i conti con guasti alla climatizzazione interna e «Pare che per uno degli autobus – ha concluso Grasso – debbano arrivare tecnici da Torino o addirittura dalla Francia».(Agg. 12/06 ore 10.30)

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