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Largo Livatino, riapre il giardino pubblico

Largo Livatino, riapre il giardino pubblico

Chiuso nel 2016 a causa di continui atti vandalici e di disturbo della quiete dei residenti

LADISPOLI – Sarà riaperto il giardino pubblico di Largo Livatino. A deciderlo è stata l’amministrazione comunale che allo stesso tempo ha dato mandato agli uomini della Polizia locale di Ladispoli di andare ad individuare i responsabili “delle presunte opere abusive presenti su suolo pubblico e all’accertamento di legittimità di quelle perimetrali realizzate nelle proprietà private confinanti con detta area pubblica”. (agg. 15/06 ore 12.57) segue

NON SOLO VANDALI MA ANCHE GIARDINI A USO PRIVATO. Da quanto emerso dall’ordinanza pubblicata sull’albo pretorio del comune, infatti, l’area era stata chiusa il 22 aprile del 2016 a causa di “ripetuti atti vandalici sulle attrezzature e su tutta l’area verde posta in Largo Livatino” e alla continua “presenza di ignoti che a dispregio del rispetto delle regole sociali, disturbavano la quiete pubblica degli abitanti con evidenziati episodi di violenza verbale rivolta verso gli stessi”. Sempre dal dispositivo comunale, inoltre, è emerso che, nonostante l’area fosse pubblica, in quanto “la gestione e manutenzione è ovviamente sostenuta da questo Ente”, nel tempo era diventata a uso “esclusivo degli abitanti che ne hanno accesso diretto dalle proprietà confinanti”. Oltre alla presenza di veri e propri accessi pedonali che conducevano ai giardini pubblici da quelli privati, c’erano delle delimitazioni come reti e siepe “che di fatto annettono parte della superficie – si legge – a due giardini predetti (privati, ndr)”. (agg. 15/06 ore 13.30)

RIAPERTURA GIARDINI, SCATTANO I CONTROLLI DELLA MUNICIPALE. Una situazione non più tollerabile per l’amministrazione comunale che da un lato ha deciso di riaprire, “la chiusura di uno spazio pubblico” non può essere “la soluzione definitiva agli espidosi di vandalismo e violenza verificatasi in passato in Largo Livatino, come peraltro accaduto in diverse altre zone del territorio e che il tempo trascorso sia stato ampiamente superiore a quanto inteso nell’ordinanza di chiusura temporanea”; e dall’altra ha deciso di controllare eventuali abusi di privati: “Tale accertato stato di fatto – si spiega ancora nell’ordinanza – rappresenta un grave nocumento alla cosa pubblica cui questo Ente deve sovrintendere, sia per la condotta di quelli che ne hanno preso possesso e, comunque, per l’impossibilità della collettività di fruire del bene comune realizzato, gestito e mantenuto a spese di tutta la cittadinanza”. (agg. 15/06 ore 14)

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