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Un tuffo nella Roma criminale

Un tuffo nella Roma criminale

Presentato al Ghetto il nuovo libro di Lugli e Del Greco grazie ad un’iniziativa di Grasso e Saladini. ‘‘Il Canaro della Magliana’’ strega il pubblico di piazza Fratti catapultandolo nella storia della ‘‘nera’’

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Un tuffo nelle atmosfere della Roma criminale di fine anni ‘80 grazie ai due autori del romanzo ‘‘Il Canaro della Magliana’’. Successo per l’iniziativa di Massimiliano Grasso e Gino Saladini a piazza Fratti. Un’intervista con Massimo Lugli e Antonio Del Greco per parlare della loro ultima opera. Un libro in grado di catapultare il lettore nella borgata, negli anni ‘88, quando un cadavere smembrato e carbonizzato viene rinvenuto in una discarica della Magliana. (Agg. 23/06 ore 18,02 SEGUE)

IL LIBRO – La storia parte così, nuda, cruda come la capitale di quegli anni. È il racconto romanzato di un atroce delitto, ma anche una storia d’amore tra Angela Blasi, poliziotta che si occuperà del caso, e un Barabba. Un amore impossibile tra due mondi distanti anni luce che si intreccia con le indagini del brutale omicidio. Lugli racconta con sapienza di quei giorni vissuti in prima persona come cronista di ‘‘nera’’ de La Repubblica, insieme ad un altro grande protagonista: il poliziotto Del Greco che interrogò Pietro De Negri ‘‘er Canaro’’ che uccise e torturò il pugile Giancarlo Ricci. Due personalità carismatiche che sono state in grado di affascinare la platea di ascoltato in piazza Fratti, trasportandoli tra sirene e sale d’interrogatorio. Tra le domande di Saladini e Grasso i due autori si sono aperti. «La storia del Canaro – ha detto Lugli – in realtà dura 3 giorni, da lì l’idea di  parlare di questo amore impossibile tra una poliziotta e un malavitoso». L’autopsia rivelò un particolare importante: le torture su Ricci erano state inferte post mortem. Ma che tipo era il Canaro? Il mite che si ribella, l’ira del sottomesso che raggiunge il punto di rottura. «La storia è abbastanza semplice – ha spiegato Del Greco – inizia quasi con un’autodenuncia». (Agg. 23/06 ore 18,22 SEGUE)

LA TESTIMONIANZA – Del Negri finisce sotto la lente d’ingrandimento della Polizia e dopo un interrogatorio durato 48 ore in cui si mostra un pavido. Del Greco intuisce qualcosa, guidato dall’istinto e riesce a farlo cedere con un semplice stratagemma: puntare sul fatto che uno come lui non avrebbe mai potuto fare niente di simile. «A quel punto sbarra gli occhi – racconta Del Greco – cambia tono e con una voce che viene da dentro sbotta: ‘‘Adesso vi racconto come l’ho torturato’’». Torture brutali tra una sniffata di cocaina e una sevizia, durate ore. Poco importa per la psicologia di Del Negri che siano state inflitte post mortem, fanno notare Saladini e Del Greco, perché il Canaro «con Ricci parlava – ha detto l’ex poliziotto – era convinto che fosse vivo». Alla fine del libro ci sono i verbali ufficiali degli interrogatori. Ma la vera protagonista del romanzo è Angela Blasi. «Lei – ha continuato Lugli – è un po’ tutte le poliziotte del mondo: è lei la vera protagonista del romanzo». Molte le domande dal pubblico che è stato catturato dai racconti dello ‘‘Sbirro’’ e del ‘‘Cronista’’. Insomma, la serata di Grasso e Saladini è stata un successo, il primo di una seri di eventi in programma per portare la grande cultura a Civitavecchia. (Agg. 23/06 ore 18,50)

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