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Tarquinia consiglio, Sandro Celli (Pd): “Amministrazione incapace e arrogante”

Tarquinia consiglio, Sandro Celli (Pd): “Amministrazione incapace e arrogante”

Il consigliere d’opposizione in quota Partito democratico stigmatizza i fatti accaduti nell’ultima assise sulle  questioni ex centro chimico e saluto romano «Questa maggioranza, ogni volta che deve decidere al di là della caccia al tesoro, va in crisi ed è costretta ad interrompere»

TARQUINIA – TARQUINIA – Strascichi polemici dopo l’ultimo consiglio comunale a Tarquinia. Il consigliere d’opposizione in quota Pd, Sandro Celli, attacca senza mezzi termini  l’amministrazione Mencarini stigmatizzando la spaccatura della maggioranza sulla delibera relativa all’ex centro chimico e sulle mancate risposte dell’assessore Manuel Catini, ex vicesindaco, in merito alla vicenda del saluto romano.
«Quello che è successo nell’ultimo consiglio comunale ha dell’incredibile. – tuona Celli –  In un’unica seduta questa amministrazione è riuscita a dimostrare contemporaneamente la sua incapacità ed inadeguatezza amministrativa e gestionale nonché la supponenza e l’arroganza di chi, anzichè sentirsi addosso la responsabilità di dover rappresentare ed amministrare una comunità, pensa, invece, di esserne il padrone. Ogni volta, infatti, che in consiglio comunale arriva un argomento che va oltre l’organizzazione della caccia al tesoro questa maggioranza va in crisi e deve chiedere la sospensione per continuare a litigare in un’altra stanza». (agg. 25/06 ore 9.12) segue

«L’avvio della procedura di acquisizione senza i controlli documentali e i sopralluoghi sul sito». «Ciò è successo anche nell’ultima seduta, dove, dopo che autorevoli membri della maggioranza si dichiaravano sui social come l’amministrazione dei fatti e non delle chiacchiere annunciando la delibera di acquisizione dell’ex centro chimico per farne un polo fieristico, la stessa delibera è stata costretta a ritirarla su richiesta della minoranza che ne ha evidenziato tutte le criticità nell’iter seguito – spiega Celli –  Non solo è stata ritirata, ma lo si è fatto anche con i voti di una parte della maggioranza, che si è così spaccata in modo chiaro ed evidente. E bene ha fatto il gruppo di Idea Sviluppo a prendere posizione in merito, a differenza di chi non ha capito neanche di cosa si stava parlando e solo per una puerile dimostrazione di forza avrebbe anche messo a rischio l’amministrazione nell’eseguire un’operazione al buio che avrebbe potuto rivelarsi capestro. Si voleva infatti, deliberare l’avvio della procedura di acquisizione dell’ex centro chimico senza aver prima effettuato tutti i controlli documentali ed eseguito sopralluoghi sul sito onde verificarne lo stato per poter preventivamente analizzare la convenienza dell’operazione valutando precisamente i costi di bonifica e dell’eventuale disinquinamento del sito rispetto al suo stato attuale ed in considerazione all’uso che se ne è fatto per fini militari. Tutto ciò, nonostante la stessa Agenzia del  Demanio li invitasse ad eseguire tali controlli prima di deliberarne la conferma dell’interesse all’acquisizione». (agg. 25/06 ore 9.40)

«Nessuna risposta da Catini». «Sul punto invece dell’episodio del «saluto romano», l’incapacità è stata sostituita dalla supponenza e dall’arroganza, – incalza Celli – mentre l’inadeguatezza è stata supportata dalla totale inconsapevolezza del ruolo istituzionale che riveste un amministratore. Dopo aver disertato il primo consiglio, hanno, infatti, di nuovo offeso la città imbavagliando la discussione con un  silenzio assordante che vale mille volte di più di una dichiarazione di coinvolgimento. Hanno irresponsabilmente mancato di rispetto ai cittadini trincerandosi dietro sorrisi sconcertanti ed il mutismo arrogante di chi ha paura».
«L’assessore Catini non ha dato nessuna risposta alle domande dirette e legittime che gli ha rivolto chi rappresenta il 75% degli elettori, ma che, sono sicuro, siano le stesse domande a cui l’intera città chiede delle risposte. – aggiunge Celli – Ma la verità è che non ha potuto dare nessuna risposta, forse perchè quelle che avrebbe dovuto dare sarebbero state troppo imbarazzanti per lui e per la città. Spero che quel disagio e quell’irritazione palpabili da parte di tanti consiglieri di maggioranza, e credo dello stesso Sindaco, unico che da subito ed in modo deciso ha preso le distanze da quel gesto, si tramutino in uno scatto di orgoglio e di dignità nei confronti della città pretendendo da chi è coinvolto in quel triste episodio e sta creando imbarazzo a tutti, le dimissioni da amministratore. Potrebbe essergli utile per avere il giusto tempo per maturare politicamente e riflettere bene sul significato etico e giuridico del ruolo di amministratore pubblico». (agg. 25/06 ore 10)

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