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Sale la tensione sulle banchine

Riunione a Molo Vespucci sulla delicata questione dello scarico dei container: i vertici della Cfft si sono presentati con una schiera di avvocati per difendere il proprio operato nell’ottica dell’aumento dei traffici e dell’occupazione. La società italo-belga decisa ad andare avanti per rispondere con rapidità ed efficienza alle richieste dei clienti 

Riunione a Molo Vespucci sulla delicata questione dello scarico dei container: i vertici della Cfft si sono presentati con una schiera di avvocati per difendere il proprio operato nell’ottica dell’aumento dei traffici e dell’occupazione. La società italo-belga decisa ad andare avanti per rispondere con rapidità ed efficienza alle richieste dei clienti 

CIVITAVECCHIA – Un vertice importante, quello di ieri, in Authority. Un incontro tra il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo e la segretaria generale Roberta Macii da una parte e la Cfft, arrivata a Molo Vespucci con i suoi più alti rappresentanti ed una schiera di avvocati. Perché si fa sul serio. Perché il gruppo italo-belga che negli anni ha fatto crescere il settore agroalimentare, facendo registrare risultati positivi e convincenti, non intende arretrare, anzi vuole proseguire proprio su questa strada, incrementando ancora di più i traffici nell’interesse dello scalo e dell’occupazione. Lo aveva già sottolineato il mese scorso l’amministratore delegato della Civitavecchia Fruit Forrest Terminal, Steve Clercks, spiegando i motivi dell’acquisto delle due nuove gru, per un investimento da cinque milioni di euro. «Nei porti del nord Europa, vengono scaricati 25 container all’ora, a Civitavecchia 50 in un turno di 7 ore di lavoro – aveva spiegato – l’obiettivo è di arrivare a 15-18 container all’ora, per rispondere alle esigenze del cliente. Abbiamo personale qualificato, abbiamo una banchina adeguata, per questo vogliamo continuare ad investire per aumentare traffici e lavoro». (SEGUE)

IL PROBLEMA – Ed in sostanza questo è stato ribadito ieri mattina nel corso dell’incontro con i vertici dell’Adsp; parole supportate dagli avvocati della società che, carte alla mano, avrebbero dimostrato come la Cfft stia operando nel pieno rispetto delle regole. E hanno rispedito al mittente tutte le accuse. In particolare il problema nasce con la Rtc, concessionaria della banchina container, che aveva contestato proprio l’autorizzazione concessa a Cfft per poter scaricare contenitori di frutta in proprio, all’interno della banchina agroalimentare. Operazioni che per Rct si devono svolgere esclusivamente nel suo terminal; ma Cfft non è dello stesso avviso, motivando la necessità di scaricare in proprio per rispondere alle richieste dei clienti, abbattere i costi ed essere più veloci e, quindi, più competitivi. Perché di questo si parla. Di merce e di competitività che, ad oggi, segnano i destini dei porti. E Cfft, in questo – e i numeri le danno ragione – sta comunque mantenendo il proprio piano operativo: nell’ultimo anno sono aumentate del 15% le tonnellate di merce scaricata. E sempre parlando in termini di numeri e di traffici Rct, in questi anni, non è riuscita a raggiungere l’obiettivo dei 300mila teus previsti. (Agg. 27/06 ore 08.16)

LE POSSIBILI EVOLUZIONI – Ma secondo indiscrezioni l’Authority – dopo aver chiesto un parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che non avrebbe comunque chiarito la questione lasciando invece l’interpretazione all’Adsp – sarebbe indirizzata a sostenere la tesi di Rct (gruppo Aponte). Da qui la riunione di ieri a Molo Vespucci con la Cfft, decisa a difendere il proprio operato. A quanto pare l’Adsp avrebbe ora preso del tempo per studiare la questione e prendere poi una decisione. Non dimenticando che si tratta di una vertenza piuttosto delicata e che potrebbe avere impatti importanti sugli equilibri del porto. (Agg. 27/06 ore 10.27)

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