Pubblicato il

Agraria Tarquinia, il caso alla Corte dei Conti

Agraria Tarquinia, il caso alla Corte dei Conti

Il responsabile del servizio finanziario ha illustrato le vie possibili per affrontare la grave situazione economica dell’ente di via Garibaldi Tra le soluzioni anche l’intervento della Regione Lazio. Ma intanto è crisi di maggioranza

TARQUINIA –  Un quesito alla Corte dei Conti sulla praticabilità del risanamento dell’Ente e una possibile via di soluzione attraverso  interventi operativi da parte della Regione Lazio. Queste le vie possibili illustrate dal responsabile finanziario dell’Università Agraria di Tarquinia di fronte alla grave situazione economica nella quale versa l’ente. Situazione  oggetto di spaccatura in seno alla maggioranza di governo, con la defezione, nel consiglio di amministrazione di martedì, del gruppo ‘‘Idea Sviluppo’’ che non ha votato il bilancio.  Una panoramica preoccupante si evince dalla lettera inviata dal responsabile finanziario al presidente Sergio Borzacchi e a tutti i consiglieri.(agg. 29/06 ore 10.26) segue

“LA REGIONE PRONTA A COLLABORARE PER IL RISANAMENTO DELL’ENTE”. «In relazione alla gara per l’assunzione di un mutuo a copertura dell’adesione alla definizione agevolata, per un importo nominale di E 850.000, – si legge nella nota – faccio presente che non sono pervenuti plichi di partecipazione da parte degli istituti bancari del territorio comunale, entro le 12 dell’ 11 giugno 2018, termine di scadenza della presentazione delle lettere di invito. Chiaramente non è pervenuta neanche la proposta da parte della Banca di Credito Cooperativo di Roma — Agenzia di Tarquinia, contattata per le vie brevi da parte dell’amministrazione. Questo pone l’organo politico tutto di fronte a un cambiamento del proprio percorso amministrativo per trovare soluzioni allo stato debitorio dell’Ente, che in questi ultimi mesi ha visto aggravare ulteriormente le proprie difficoltà, già più volte lamentate e sottoposte all’attenzione dell’organo esecutivo. Ritenuto importante praticare tutte le strade percorribili per la soluzione della difficoltà finanziaria dell’Ente, faccio presente che ho avuto un incontro con alcuni dirigenti della Regione Lazio, in data 08.06.2018, ai quali ho esposto la complessa situazione dell’Università Agraria di Tarquinia. Ho cercato, nel totale silenzio di questa amministrazione, soluzioni alternative all’acquisizione di un mutuo per risolvere le criticità dell’Università Agraria di Tarquinia che allo stato attuale, ribadisco, non riesce a coprire neanche le spese obbligatorie, aumentando ogni mese il monte debitorio, del quale credo non si sia capita né l’entità né la gravità”.
“L’incontro, – prosegue la nota –  … ha evidenziato l’interesse della Regione Lazio a collaborare per trovare interventi operativi per il risanamento di questo Ente. Dall’incontro è emersa l’esigenza della redazione, da parte dei Responsabili di servizio, di una scheda sintetica dalla quale emerga sia lo stato patrimoniale sia lo stato finanziario dell’Università Agraria; il dott. Bacci, direttore regionale della Direzione Generale Affari Istituzionali, Personale e Sistemi informativi provvederà a contattare i capigabinetto degli assessorati di competenza. Una volta fissata la disponibilità dei relativi assessori ad ascoltare le istanze dell’Università Agraria, l’amministrazione dovrà inviare una propria nota nella quale chiede la motivazione dell’incontro e le criticità dell’Ente da risolvere. Credo che questa possa essere un’occasione per poter adottare provvedimenti e decisioni con la collaborazione e il sostegno della Regione Lazio che forse potrebbero rappresentare una via d’uscita dal vicolo cieco in cui attualmente ci troviamo”. (agg. 29/06 ore 11)

CHIESTO ALLA CORTE DEI CONTI SE SIA POSSIBILE RISANARE L’ENTE. “Nell’ambito delle mie competenze – conclude la responsabile del servizio finanziario – faccio presente, inoltre, che è mia intenzione inviare a breve un quesito alla Corte dei Conti sulla praticabilità del risanamento dell’Ente, manovra prevista nella legge di bilancio 2018, che avevo già proposto a febbraio e che secondo me resta l’unica soluzione che possa consentire di procedere negli anni a venire a programmare linee di intervento e di acquisizione di nuove entrate, volte sia a risanare l’Ente sia a superare la rigidità strutturale che ormai faccio presente ogni qualvolta si parla di bilancio». (agg. 29/06 ore 11.30)
 

ULTIME NEWS