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Edilizia, un settore sempre più in crisi

Dopo la denuncia dei sindacati di categoria lo scorso anno, nulla è cambiato: anzi il quadro è sempre più negativo. Il segretario della Feneal Uil critico nei confronti dell’amministrazione. Massimo Fiorucci: "Non si sono visti segnali di ripresa, nessuna programmazione"

Dopo la denuncia dei sindacati di categoria lo scorso anno, nulla è cambiato: anzi il quadro è sempre più negativo. Il segretario della Feneal Uil critico nei confronti dell’amministrazione. Massimo Fiorucci: "Non si sono visti segnali di ripresa, nessuna programmazione"

di GLORIA TROTTI

CIVITAVECCHIA – “Mancano risorse ed un progetto concreto a breve termine per l’edilizia cittadina, ormai allo stremo, oltre ad una visione d’insieme sull’infrastrutturazione e la modernizzazione della città da parte dell’amministrazione comunale”. Questo quanto dichiaravano a maggio del 2017 anno i sindacati territoriali dell’edilizia Feneal Uil Roma, Filca Cisl Roma, Fillea Cgil Roma e Lazio, a seguito dell’incontro con l’assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica del comune di Civitavecchia, Alessandro Ceccarelli. Cosa è cambiato dopo un anno? «Assolutamente nulla – ha dichiarato il segretario della Feneal Uil Massimo Fiorucci – non si sono visti segnali di ripresa. Il giudzio continua ad essere negativo».

La fotografia è piuttosto critica: secondo i dati in possesso del sindacato, se dieci anni fa l’edilizia, sul territorio, occupava circa 2000 lavoratori, oggi il 70% è uscito dal settore. «Questo significa – ha spiegato Fiorucci – che una volta esauriti gli ammortizzatori sociali, si è creato un problema sociale ma anche economico, perché è probabile che la maggior parte di questi siano andati ad alimentare il mercato nero». Quello che per Civitavecchia è quindi stato per anni uno dei settori trainanti dell’economia adesso non riesce a risollevarsi dalla crisi nella quale è caduto. Colpa certo di una flessione strutturale a livello nazionale, certo, ma i fattori locali hanno influito molto. «Questa amministrazione non ha tenuto conto dell’importanza della categoria – ha sottolineato il sindacalista – dimostrando disinteresse nei confronti delle problematiche e delle criticità del settore».

Lo scorso anno, insieme a Cgil e Cisl, era stata chiesta l’istituzione di due tavoli, uno allargato a tutte le realtà interessate per studiare e mettere in atto politiche di rilancio, l’altro invece con Ater «che ad oggi – ha aggiunto Fiorucci – rimane una delle poche stazioni appaltanti del territorio, in grado di operare con intelligenza nel recupero dei propri stabili». Secondo Fiorucci è mancata una visione di insieme, si sono arenati progetti come quello dell’Italcementi e del polo termale, non c’è stata celerità nelle pratiche né si è lavorato per opere sostenibili, facendo leva sulla legge regionale per il recupero edilizio, sui fondi europei e sulla capacità di attrarre investimenti privati. «La politica deve assumersi le sue responsabilità – ha concluso – l’appello è a maggioranza ed opposizione, affinché siano più attente e riescano a lavorare su un progetto ad ampio

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