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Rebus usi civici

Rebus usi civici

Cozzolino e Agraria ai ferri corti. Grasso: "Trovino un’intesa per il bene dei cittadini". Partecipata assise notturna all’aula Pucci giovedì sera. Comune, Regione e Parlamento devono trovare un’intesa su leggi che risalgono al regno Savoia

CIVITAVECCHIA – Un consiglio comunale aperto lungo e per certi versi proficuo quello che si è svolto giovedì sera all’Aula Pucci sul tema degli usi civici. Un tema che ha coinvolto centinaia di famiglie e operatori soprattutto alla luce della sentenza della Corte di Cassazione che aboliva una sorta di scorciatoia normativa per sdoganare i terreni e le case edificate dagli usi civici e dava il via libera ai rogiti. Intere famiglie in attesa di poter vendere o comprare casa e operatori, banche e consulenti in attesa di veder sbloccati affari decennali hanno visto quindi sfumate le loro presenze con la sentenza dello scorso maggio.

In sintesi ci sono problematiche politiche con divergenze di vedute tra Comune e Università Agraria, problematiche riguardo la prassi da seguire per levare gli usi civici dai terreni resi più complessi dopo l’intervento dell Corte Costituzionale, una presunta ridefinizione delle zone gravate dagli usi civici e un vuoto normativo che faccia chiarezza su norme che risalgono al regno dei Savoia quando le urbanizzazioni delle città erano differenti. 

Tornando al consiglio comunale aperto, nonostante l’ora (si è concluso quasi alle due) oltre 150 persone hanno assistito e numerose hanno preso parola tra cui il consigliere Emanuele La Rosa che ha rimarcato la guerra aperta tra Comune e Università Agraria e la volontà dell’amministrazione di affiancarsi ai ricorsi dei cittadini: «Già prima di questo consiglio il Comune si era costituito ad adiuvandum nei ricorsi dei cittadini che sostengono che le loro aree di pertinenza non ricadano nelle zone soggette a uso civico. Una risposta da parte del Commissario degli usi civici è attesa nei prossimi mesi ma è un segnale importante che il Comune sia al fianco dei civitavecchiesi in questa grande voglia di chiarezza». Il sindaco Cozzollino ha puntato il dito contro l’atteggiamento dell’Agraria «collaborativo solo a parole». Sempre il sindaco ha espresso le difficoltà nel muoversi attraverso la gestione dell’uso civico utilizzato dai diversi enti a seconda del colore politico. E’ intervenuto nel consiglio anche l’avvocato Lettera che difende e rappresenta numerosi cittadini nell’udienza che si sarebbe dovuto tenere la prossima settimana con il commissario regionale agli usi civici. Lettera ha confermato che la seduta è stata rinviata a novembre e sottolineato come la sentenza della corte costituzionale abbia di fatto aggravato la situazione dei cittadini ricorrenti.

Altra notizia emersa attraverso il lavoro svolto dall’ex consigliere Vittorio Petrelli è l’errata definizione delle zone gravate dagli usi civici. Sarebbero infatti molte di meno di quelle attualmente indicate.

«Il perito demaniale incaricato dal Comune – ha sottolineato sempre La Rosa -, che ha già iniziato il suo lavoro, effettuerà la propria perizia di parte in cui saranno ridefiniti le aree oggetto di uso civico: tale perizia sarà parte fondamentale della tesi del Comune nel ricorso sostenuto dai cittadini.  Eventuali gravami sul terreno o sull’immobile di volta in volta oggetto della querelle saranno riportati dal Comune sul certificato di destinazione d’uso».

Ha preso parola anche l’Università Agraria attraverso due membri dell’attuale maggioranza che hanno espresso la volontà di risolvere la situazione, rispettando la legge e gli interessi della collettività.

Molto partecipato il consiglio anche a livello di presenza politiche con Gino De Paolis e Marietta Tidei che hanno sottolineato la volontà di mettersi a disposizione del territorio dalla Regione.

L’opposizione ai grillini in consiglio è stata rappresentata come di consueto da Massimiliano Grasso: «Credo che l’unico modo di dare una risposta immediata sia quello che Comune e Agraria seppelliscano l’ascia di guerra e consentano per il privato gravato di procedere, con un gentleman agreement, a transazioni e conciliazioni allo stesso prezzo che sarebbe scaturito dall’applicazione degli abbattimenti della legge regionale nella parte dichiarata incostituzionale. Contemporaneamente, è necessario arrivarsi, visti gli evidenti errori contenuti nell’attuale perimetrazione, per definire attraverso una nuova perizia le aree del territorio di Civitavecchia effettivamente gravate da usi civici. Infine, su un binario parallelo, è necessario risolvere il problema alla radice attraverso un intervento legislativo nazionale che consenta, per le aree urbanizzate da decenni, una “sdemanializzazione” retroattiva gratuita, mantenendo invece i vincoli nelle zone da tutelare paesaggisticamente».

E proprio di normative si parlerà nel convegno organizzato dall’onorevole Alessandro Battilocchio lunedì presso il teatro della Fondazione Cariciv alle 17.30. Ad annunciarlo durante il consiglio lo stesso moderatore, l’ingegner Andrea Bargiacchi che ha sottolineato che la via normativa è l’unica perseguibile.

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