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Agraria Tarquinia, maggioranza alla deriva

Agraria Tarquinia, maggioranza alla deriva

Nuovo affondo del gruppo ‘’Idea Sviluppo’’ : ''Mutuo e bilancio non condivisi con le forze politiche'' «Non sappiamo ancora come farà l’ente a sanare due milioni di euro di buco»

TARQUINIA – Se qualcuno aveva ancora dubbi, ormai dovrà farsene una ragione. Idea sviluppo ha deciso di far valere i propri diritti, decretando di fatto la rottura con la maggioranza dell’Università Agraria di Tarquinia.
“La  politica  di  questa  maggioranza – tuonano dal gruppo di Idea Sviluppo –  è , e  rimarrà , una  politica   senza  contenuti, nella quale l’attaccamento  al  singolo  incarico (alla  poltrona) supera   ogni  altra  motivazione: persone  senza  dignità che  rinnegano  ogni  impegno  preso  con  gli  elettori,  e  pur  di  rimanere  al  comando  di  una  nave  che  sta  affondando  non  guardano  in  faccia  nessuno. Questo  è  quello  che  di fatto sta succedendo  all’ Università Agraria  di  Tarquinia: assessori  e  consiglieri  si  vendono  per  ‘’30  denari’’  senza  un  briciolo  di  dignità  e rispetto  per  chi  ha  contribuito  a  farli eleggere”. 

“Ci  sono  cariche   assegnate   senza    alcun  merito e  chi  dichiara di  voler  costituire un  nuovo  gruppo in  seno  al  consiglio  dell’Università Agraria, pur  avendo  usufruito  dei  voti del  gruppo  di Idea  Sviluppo per  essere  eletto, farebbe meglio, per  correttezza politica, a  dimettersi, dimostrando rispetto verso  i  sedici candidati che  si  sono  messi a  disposizione. Ci sono persone che votano  un  bilancio  non  condiviso  con  le  forze  politiche,  un  bilancio  tecnico che  però  prevede  debiti  per  2 milioni  di  euro  e  crediti  che  sfiorano  i  700mila  euro   senza  un  piano  di  risanamento”. 
“Solamente  la  classica  “solfa”   del  presidente  attuale – tuonano da Idea Sviluppo contro Sergio Borzacchi –   “La  Politica  ha  fatto  i  danni”. Il presidente dichiara in  ogni  occasione di essere una persona  non  politica anche se è stato eletto e  voluto dalla  politica. Anche se  lui  non  si  ritiene  un  politico,  dovrebbe ricordarsi che sta  amministrando  un  ente  pubblico  e che è  stato  eletto  dai  cittadini  con  una  specifica coalizione  politica”.
“Un  presidente un  po’  “Marchese  del  Grillo” – dicono ancora dal gruppo che fa capo al leader in Comune Pietro Serafini –  che  forse  non  si  ricandiderà, anche  vista  la  rara fortuna  dell’ultima  elezione  che  lo ha visto  concorrere  da  solo. Un presidente che  arrecherà  danni  alla coalizione  di  centrodestra,   consigliato  da  qualcuno  che amministra  un ente  senza  logica  e  senza  un  progetto»  

 «Vorremmo  sapere – aggiungono – come  farà  a  pagare  i  2.000.000 circa di  buco che ha  l’ente, forse  con  un  mutuo  di  850.000  euro  negato  da  tutti  gli  istituti  di  credito? Un mutuo  non  condiviso  con  alcuna forza  politica   e  addirittura  senza   avere  conoscenza   di  come pagare  le  mensilità  visto  che  ad oggi   non  si  riesce  a  pagare  la  spesa  corrente, compresi  gli  stipendi  dei  dipendenti?”.
“Noi  volevamo  condividere  e  dare  il  nostro supporto  attraverso   un  progetto  che  portasse  al  risanamento  dell’ ente,  senza  dietrologie scaricabarili, lavorando  al  risanamento  per  poi  fare  investimenti   sul  territorio, ma  forse  il presidente e  i  suoi  “amici”  hanno  ben  altre  “mire”  per  questo  ente.  Ora  aspettiamo  il  consuntivo,  documento  che  doveva   già  essere  stato  prodotto   ma  di cui ad oggi  non  si  conoscono  i  tempi  e  i  modi  di  presentazione”. 

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