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Daino investito e ucciso

Daino investito e ucciso

L’incidente a Fregene, l’annuncio dato dai volontari di ‘‘Non solo Pets’’. Era scappato dalla riserva statale Wwf

FIUMICINO – Non ce l’ha fatta il daino investito tre settimane fa su via della Veneziana a Fregene, a dare la triste notizia in una nota stampa i  volontari di Non solo Pets l’Associazione Zoofila nata da pochi giorni come naturale continuazione dell’intensa attività di volontariato svolta dal gruppo Pets Angels di Fiumicino, Ostia e Dintorni. Un gruppo che ha raccolto in pochi mesi quasi 600 membri a testimonianza dell’interesse sempre più vivo nei confronti di animali e ambiente anche in questo territorio. (agg. 04/07 ore 10.47) segue

INVESTITO DA UN VEICOLO DI PASSAGGIO. “Vittima dell’uomo che doveva tutelarlo, proteggerlo, salvarlo. E non in un qualsiasi angolo di mondo, bensì in una Riserva creata a questo scopo” – affermano gli animalisti che avevano prodigato i loro sforzi per salvare l’animale con le gambe fratturate.
“Vieni ad ammirare la magia delle Oasi: i colori, i profumi, i suoni della natura più incontaminata – si legge nella pagina di presentazione del Wwf – Ogni Oasi è una vera e propria area protetta – continua l’altisonante descrizione – con un direttore e uno o più  guardiaparco che ci lavorano ogni giorno per curare ogni malattia che può colpire un albero, prestare cure di pronto soccorso ad animali feriti dal bracconaggio“. Ma allora – si chiedono oggi volontari e associazioni animaliste di Italia e del mondo – come mai l’ennesimo daino ci ha rimesso la vita?
La triste fine di Jumper (nome di fantasia) fa affiorare molti dubbi e perplessità. Il giovane daino fuggito dalla Riserva Naturale di Macchiagrande, veniva investito da un veicolo di passaggio. E riportava la frattura di entrambe le zampe posteriori. Così iniziava il suo calvario tra la strada e la lecceta – dove aveva trovato riparo in un cespuglio – conclusosi ieri con la sua morte. (agg. 04/07 ore 11.15)

DAINO RIMASTO PER TROPPO TEMPO SOLO E ABBANDONATO A SE STESSO. Dovevano salvarlo, e invece lo hanno ucciso. Come è possibile – ci si domanda – che l’Oasi non disponga di un sistema di monitoraggio che permetta agli operatori di controllare ciò che avviene al suo interno? L’animale è rimasto troppo a lungo solo, abbandonato a se stesso, privo delle cure necessarie per tutelare le sue condizioni di salute e salvargli la vita” – dichiarano senza mezzi termini un paio di rappresentanti dell’Associazione.
“Non disponiamo né di un veterinario, né di un Centro di recupero – lamenta il signor Andrea Rinelli – Responsabile Operativo dell’Oasi, una distesa di ben 280 ettari di terreno che copre le aree di Macchiagrande, bosco Foce dell’Arrone  e Vasche di Maccarese. E questo è un problema che va sollevato” – aggiunge.
Accade così che gli animali che scappano dalla Riserva e si fanno male o vengono investiti, non vengono curati. Con conseguenze spesso tragiche. Talvolta vengono abbattuti per mancanza di mezzi. Il mezzo più sbrigativo per liberarsi del “problema”. Oggi è toccato a Jumper. Ma quanti animali ospitati nell’Oasi sono morti per e moriranno ancora per mancanza di cure? (agg. 04/07 ore 11.45)

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