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Frutta e verdura, vietato esporle per terra o su strada

Frutta e verdura, vietato esporle per terra o su strada

LADISPOLI – “La frutta, i legumi, erbaggi e simili, soprattutto quelli che si mangiano crudi, debbono essere tenuti riparati, con mezzi idonei, dalla polvere e dagli insetti. Con l’ordinanza emessa oggi abbiamo vietato il loro collocamento a terra o sulle strade o sui pavimenti di negozi, spacci, mercati, luoghi di deposito o di vendita”. A parlare è il sindaco Alessandro Grando che ha firmato l’atto con cui impone alle attività commerciali di vendita di frutta e verdura di attenersi scrupolosamente alle normative per non incorrere in sanzioni progressive che vanno dalla multa fino al ritiro della licenza in caso di ripetute reiterazioni della legge. (agg. 02/07 ore 14.27) segue

COSA PREVEDE L’ORDINANZA. Nello specifico, nell’ordinanza, il primo cittadino, impone agli esercenti commerciali di generi alimentari, e in particolare ai venditori di frutta e verdura, legumi ed erbaggi in generale, di esporre i loro prodotti al di fuori dei locali di vendita sia su suolo pubblico che privato, per uno spazio di profondità non superiore ai due metri dal muro del locale. Gli stessi esercenti, inoltre, dovranno procedere alla protezione delle merci esposte al di fuori del locale tramite coperture trasparenti così da prevenire fenomeni di contaminazione delle merci stesse. 

A essere esclusi dall’ordinanza sindacale sono gli operatori di commercio su aree pubbliche riservate a “mercati rionali” e gli operatori posti su strade a fondo cieco, “fatto salvo – si legge nel dispositivo – il rispetto delle condizioni dettate dall’articolo 5 dell’Ordinanza del Ministero della Sanità del 3 aprile 2002”. (agg. 02/07 ore 15)

LE SANZIONI. Pena, per quanti contravverranno alle disposizioni, una sanzione pecuniaria di 500 euro. In caso di recidiva oltre alla sanzione sarà applicata anche la pena accessoria della sospensione dell’attività fino a un massimo di tre giorni. In caso di ulteriore recidiva, sarà disposta la revoca dell’occupazione del suolo sia pubblico che privato nonché il deferimento all’Autorità Giudiziaria competente. “Nel caso di recidiva reiterata – prosegue ancora l’ordinanza – avvenuta dopo la sospensione dell’attività, l’autorizzazione per l’esercizio dell’attività sarà revocata con apposita ordinanza”. (02/07 ore 15,30)

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