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Caso Gagliardini: tutti rinviati a giudizio

Caso Gagliardini: tutti rinviati a giudizio

Inizierà il 3 dicembre il processo dibattimentale che vedrà sul banco degli imputati i due medici Gianfranco Iacomelli e Marco Di Gennaro, ed il presidente della società sportiva Csl, accusati di omicidio colposo per la morte del giovane calciatore avvenuta il 25 ottobre 2015 sul campo del Dlf 

CIVITAVECCHIA – Sono arrivati nel primo pomeriggio di ieri, dopo le discussioni del pubblico ministero e degli avvocati difensori della parte civile e degli indagati, i rinvii a giudizio per i due medici Gianfranco Iacomelli e Marco Di Gennaro, per i responsabili civili Asl Rm4 ed Assicurazioni Generali, e per il presidente della società sportiva Csl Vitaliano Villotti, tutti accusati di omicidio colposo per la morte di Flavio Gagliardini, il calciatore 35enne deceduto ad ottobre 2015 mentre si stava allenando sul campo del Dlf. Il processo dibattimentale, davanti al giudice monocratico Lucia Fuccio Sanzà, inizierà il 3 dicembre prossimo, come disposto dal gup Giuseppe Coniglio dopo una breve camera di consiglio.

La decisione di rinviare tutti a giudizio era in realtà piuttosto scontata, perché si tratta di un caso delicato e con diverse sfaccettature che potranno essere affrontate nel corso del processo per stabilire se vi siano state o meno responsabilità penali per la morte di Gagliardini. Anche lo stesso Gup, nella premessa, avrebbe sottolineato delle sostanziali contraddizioni emerse soprattutto in riferimento alle perizie svolte; per questo il dibattimento sarà utile a dirimere la questione. Ieri mattina, alla presenza anche della moglie e dei genitori del calciatore stroncato da un arresto cardiaco durante una seduta di allenamento sul campo del Dlf, alla presenza dei compagni della sua ultima squadra, quella del Csl, si sono alternati i diversi avvocati e la pubblica accusa con le varie discussioni.

«È andata come speravamo – ha commentato l’avvocato Patrizio Leopardo, che assiste la famiglia del calciatore – ora affronteremo il processo». Poche parole anche da parte degli altri avvocati difensori, Ernesto Tedesco e Vincenzo Dresda per Di Gennaro, Andrea Miroli per Iacomelli, Carlo Breda per Villotti, e ancora Trojano per la Asl e Maranella per le Generali. «Siamo convinti della bontà dell’opera del dottor Iacomelli – ha spiegato l’avvocato Miroli – e questo verrà accertato all’esito dell’istruttoria dibattimentale». Anche gli altri legali confidano nel dibattimento per poter dimostrare l’estraneità dei propri assistiti rispetto alla morte di Flavio Gagliardini. «Ci sono una serie di elementi che andranno valutati – ha aggiunto l’avvocato Tedesco – anche sotto il profilo medico legale e tecnico. Siamo convinti che il dibattimento servirà a fare chiarezza e a confermare quanto emerso con le perizie, ossia l’estraneità del dottor Di Gennaro ai fatti contestati». Per la Procura, come ricostruito durante le indagini preliminari, la responsabilità del medico sportivo e del primario di cardiologia del San Paolo sarebbero legate al fatto di non aver diagnosticato preventivamente il problema di carattere cardiaco di, stando ai riscontri delle perizie, soffriva il giovane calciatore. Il presidente della società sportiva, invece, avrebbe fatto svolgere gli allenamenti pur senza avere tra le mani il certificato di idoneità di Gagliardini per poter svolgere attività agonistica. 

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