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Scarico del carbone, Minosse ricorre al Tar

Scarico del carbone, Minosse ricorre al Tar

CIVITAVECCHIA – Una vertenza, quello dello scarico del carbone, che va avanti. «Perché senza il ritiro del bando di gara – hanno spiegato il vicepresidente di Minosse Maurizio Iacomelli ed il presidente della Cpc Enrico Luciani – non possiamo arretrare di un passo». Nel frattempo Minosse ha già presentato un ricorso al Tar del Lazio; stessa cosa farà la Cpc nei prossimi giorni, pronta anche ad interessare la Procura della Repubblica. «Stiamo assistendo ad un meccanismo dirompente nel mercato portuale – ha sottolineato l’avvocato Enrico Pierantozzi, che tutela gli interessi di Minosse – un esperimento sulla pelle del porto di Civitavecchia. Negli scali vale la legge 84/94, una legge speciale dettata da motivi di interesse pubblico: questo bando è una violazione aperta di questo sistema». Anche l’Ancip, l’associazione nazionale delle compagnie ed imprese portuali interviene parlando di un bando ‘‘surreale’’. «L’effetto più eclatante è la messa in discussione – spiegano – dell’equilibrio industriale ed occupazionale di un porto e di una città come Civitavecchia che è cardine del sistema portuale italiano». E se per Minosse e Cpc il destino del servizio, se non si torna indietro, sembra essere già scritto, una cosa l’hanno ribadita: «Da questa vertenza – hanno concluso i vertici – deve nascere un nuovo patto sociale tra Enel e la città, quella sana e produttiva». 

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