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La risonanza c'è, ma in regime di urgenza non si vede

CIVITAVECCHIA – Tutti ricordano la battaglia portata avanti anni fa dai movimenti cittadini per impedire che la risonanza magnetica uscisse dalla Uoc di Radiologia: oltre 7000 firme raccolte e presidi organizzati per impedire che venisse chiusa all’interno di una Uosd con conseguenze tutte da verificare. Alla fine, anche grazie all’impegno dell’ex primario Giuseppe Tagliaferri, tutto si blocco. Ma oggi come stanno le cose? In tanti lamentano ancora notevoli difficoltà incontrate all’atto di richiedere una risonanza magnetica all’ospedale San Paolo. Eppure l’apparecchiatura c’è e funziona perfettamente. Per non parlare poi del regime di urgenza: se un paziente arriva al pronto soccorso con una sospetta lesione a un tendine, la risonanza magnetica se la può tranquillamente dimenticare. Eppure l’acquisto di apparecchiature costosissime non può che rientrare in un’ottica di miglioramento dei servizi offerti. Come mai allora la Asl non provvede a spalancare le porte della sala risonanza magnetica anche a quei pazienti che arrivano in urgenza attraverso il pronto soccorso? Un aspetto, quello legato alla risonanza magnetica, che approfondiremo nei prossimi giorni, sperando che la Asl Roma 4 fornisca chiarimenti precisi e credibili, evitando magari risposte inviperite e concentrandosi maggiormente sul nocciolo della questione, senza citare protocolli ridicoli scritti sicuramente in stanze lontane da quelle in cui i pazienti ogni giorno vivono insieme ai medici le loro sofferenze. 

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