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Pronto soccorso perennemente in emergenza

Pronto soccorso perennemente in emergenza

Encomiabile il lavoro di medici e infermieri, ma la situazione rimane critica: attese lunghissime e pazienti esasperati che spesso prendono di mira l’incolpevole personale. Delle assunzioni di cui spesso si parla in campagna elettorale neppure l’ombra: chi è in prima linea ogni giorno fa i salti mortali

CIVITAVECCHIA – Cosa sta succedendo al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo? Da tempo gli utenti se lo domandano, costretti sempre più spesso ad attese lunghissime e a disagi di varia natura. Mettiamo subito i puntini sulle ‘‘i’’: quanto stiamo per denunciare prescinde dalla buona volontà, dal senso del dovere e dalla professionalità del personale del nosocomio cittadino, senza ombra di dubbio preparatissimo e invidiabile. Per un paziente trovarsi tra le mani di medici e infermieri del pronto soccor- so cittadino è una garanzia: sanno lavorare, sono capaci di ascoltare le esigenze dei degenti e hanno la pazienza di sopportare anche quando al loro indirizzo arrivano offese e accuse che non meritano. Naturalmente sarebbe il caso di capire chi le merita certe accuse. Riempire le pagine dei quotidiano locali di profezie, impegni e incisi, tutti legati a improbabili nuove assunzioni e a potenziamenti di reparti mai visti, giova probabilmente a chi ama la propaganda, ma cozza terribilmente con una realtà che vede da un lato medici e infermieri prossimi allo sfinimento e pazienti esasperati per servizi che vanno a rilento. Una cosa va detta: l’ospedale San Paolo e in particolare in pronto soccorso, con tute le sue lacune rimane un fiore all’occhiello rispetto ad altri nosocomi di questo territorio, un punto di eccellenza. Proprio per questa ragione sarebbe il caso di iniziare a pensare seriamente a una politica di potenziamento in grado di superare le logiche elettorali e di garantire ai pazienti del territorio un miglioramento dei servizi offerti. Tagliare nastri e promettere la luna paga a breve termine. Ma poi, quando l’esasperazione sale per ritardi non certo imputabili ai medici e agli infermieri, come si concilia (e soprattutto chi ha il compito di farlo) la propaganda con una realtà sempre più difficile da affrontare? In estate l’utenza aumenta, è storia vecchia. Nel fine settimana e soprattutto di notte gli accessi al pronto soccorso aumentano sensibilmente. Cosa ha fatto allora la Asl Roma 4 per potenziare il reparto che da sempre è in prima linea? Quanti medici e quanti infermieri ogni giorno si trovano sul fronte caldo? Qualcuno dei vertici Asl ha mai avuto la pazienza di ascoltare la loro voce senza passare attraverso altre figure apicali all’atto di apprendere il vero stato dello cose? L’intenzione è quella di trascorrere (a breve e ovviamente senza Preavviso) una intera giornata tra gli utenti in attesa di prestazioni mediche al pronto soccorso. Pazienti tra i pazienti, in modo da poter documentare tutto ciò che non va e allo stesso tempo di- mostrare le indiscusse capacità di quel personale molto spesso dimenticato che, lavorando a volte in condizioni veramente critiche, è capace di raggiungere risultati impensabili. Di sicuro le assunzioni sbandierate di tanto in tanto (soprattutto in coincidenza con le elezioni regionali) non le abbiamo viste. Come non abbiamo visto chi guida il carro battere i pugni per ottenere qualcosa in più a beneficio dell’utenza.

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