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Rifiuti, emergenza continua

Rifiuti, emergenza continua

L’amministrazione M5S non interviene in maniera incisiva sui temi legati all’ambiente: in città rimane anche l’incubo dei cassonetti pieni

CIVITAVECCHIA – A quale gioco sta giocando l’amministrazione comunale per quanto riguarda la questione rifiuti? Sono in tanti a chiederselo in questi giorni, dal momento che, almeno per quanto riguarda gli aspetti legati alla discarica di Fosso Crepacuore e l’allarme delle scorse settimane lanciato da alcune forze politiche, non ha preso posizioni nette. Solo timidi interventi stimolati da chi ha tirato per la giacchetta il Movimento 5 Stelle sul tema ‘‘ambiente, timidi e poco incisivi. I grillini sparano a salve anche per quanto riguarda l’ipotesi di trasferire il Css in una centrale o in un cementificio: l’assessore regionale Valeriani (e ancora prima Buschini) ne ha parlato apertamente rispondendo a una interrogazione, ma la cosa sarà sfuggita ai consiglieri M5S eletti alla Pisana.

I problemi a Civitavecchia, prescindendo dagli scenari futuri che di sicuro non fanno dormire sonni tranquilli ai cittadini, è possibile avvertirli già adesso: cassonetti pieni sempre più spesso e in quasi tutte le zone della città. Un giorno il problema riguarda i compattatori, un altro il contratto che non consentirebbe il ritiro della spazzatura nei giorni festivi in zone periferiche. Per non parlare poi delle volte in cui l’amministrazione per non ammettere le proprie lacune se la prende con i cittadini. L’inciviltà esiste e va condannata, ma in che modo il Comune guidato da Cozzolino sta operando per favorire la soluzione della questione rifiuti? In quattro anni la raccolta differenziata non è partita con giustificazioni assurde, probabile che possa rientrare tra i fuochi di artificio che i grillini spareranno tra circa un anno sperando in una rielezione. Intanto i civitavecchiesi  fanno i conti col cattivo odore legato ai cassonetti tracimanti, obbligati anche a non conferire i rifiuti in determinate ore per non rischiare multe salatissime. Al peggio non c’è mai fine.

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