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Altobelli osannato nel mondo dimenticato a Cerveteri

Altobelli osannato nel mondo dimenticato a Cerveteri

L’artista ed ex consigliere comunale della consiliatura Ciogli autore del monumento a Roma dedicato alle vittime di mafia.Nella città Etrusca una sua opera ispirata all’agricoltura è rimasta incompiuta    

di TONI MORETTI

CERVETERI – Gabriele Altobelli è un artista e sa di cultura.  La “mastica” perché la fa e ne parla  non solo come vezzo diffuso sempre più nei giorni nostri, “predicandola”, a spot. propinandola agli affamati di questa cosa misteriosa con programmi e cartelloni trasbordanti di grosse “abbuffate” che pretestuosamente creano richiami artefatti a sughi antichi abbinati a spettacoli di intrattenimento assemblati da improbabili cultori di suonatori di chitarra per passatempo, ma realizzandola seguendo un  filo di collegamento tra azione e pensiero che la rende ricca, che le da significato, un significato appunto culturale. (agg. 22/07 ore 10.30) segue

LE OPERE DI ALTOBELLI. Gabriele Altobelli è un intellettuale. Se esistesse un aggettivo capace di sdoganare questa categoria da tutto quello che gli si imputa in negativo, servilismo, appiattimento su posizioni comode, guitti di corte, e quant’altro, sarebbe adatto per Gabriele Altobelli, per quanto asciutto e puro,  schietto e dissacrante,  è il suo essere intellettuale. Gabriele  è stato consigliere comunale a Cerveteri nella consiliatura del sindaco Ciogli negli anni in cui già quel  Partito Democratico  avvertiva all’interno l’errore di una classe operaia che si era ostinata a voler andare in “Paradiso”, errore che intrise di “democristianetà” quella sinistra oggi appellata come “Sinistrata”, dando ragione a chi quel matrimonio non ha mai voluto, non fosse altro per dare significato a quell’antico detto che dice: “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Si era innamorato della società civile Altobelli e con quel movimento del quale successivamente ha tratto maggior beneficio l’attuale sindaco  Pascucci, all’epoca assessore alla cultura, si avvicinò alla politica, attratto da ciò che aveva letto in un libro di un autore americano che diceva che un artista era prima un cittadino e diventò così consigliere comunale, a disposizione dei cittadini.  Altobelli tentò di dare vita ad un vecchio cinema storico ormai chiuso da anni per farne un teatro, ma più che aiuti trovò ostacoli alla sua impresa. Vedeva quell’azione come punto di partenza per la riqualificazione culturale della città, dotandola di un punto fisico che ne fosse il riferimento e l’azione più dissacrante che di lui si ricordi in veste di consigliere comunale fu quella che per protestare contro la mancata apertura di bagni pubblici in piazza Aldo Moro, manifestò, con lo spirito rivoluzionario di una volta, ponendosi sulla fontana monumentale adiacente in quella piazza, con un water, vero per quanto simbolico fosse, sulle spalle.  Poi abbandonò Cerveteri ritagliandosi  il ruolo a lui adattissimo di ambasciatore della cultura e dell’arte italiana nel mondo, facendo anche significative esperienze nel cinema e nello scambio di mostre d’arte con la Cina e negli Stati Uniti. A Cerveteri, Altobelli ha lasciato una sua opera incompiuta. Di fronte alla scuola delle Due Casette aveva iniziato a lavorare ad un monumento dedicato all’agricoltura. L’albero della cuccagna, lo ha chiamato. Un’opera colma di significati mai finita e che mai nessuno dei nostri amministratori che si sono succeduti, ne ha sollecitato la fine. «Anzi – dice lui stesso con divertito sarcasmo – ci hanno messo a fianco i bidoni della spazzatura che prima stavano dall’altra parte».  (agg. 22/07 ore 11)

LA “MERIDIANA” DI PIAZZA BOLOGNA. Ma diversamente è andata a Roma, dove, proprio in quegli anni, l’allora consigliere comunale del secondo Municipio Francesca del Bello,  volle la famosa “Meridiana” di Piazza Bologna che, ancora incompiuta, il sindaco Francesco Rutelli volle inaugurare e commemorare  nel 2000 proprio con questo simbolo, i giudici Falcone e Borsellino. A ventisei anni dalla strage in via D’Amelio il presidente del secondo  Municipio di Roma Francesca Del Bello e l’assessore alla memoria Lucrezia Colmayer,  hanno ricordato i giudici Falcone e Borsellino davanti a quella stessa opera, la meridiana di Piazza Bologna e per l’occasione è stata svelata la scultura restaurata e completata dell’artista. Viene allora da chiederci: Ma se tra gli eventi culturali della nostra città inserissimo una giornata dedicata all’agricoltura, attività di punta del nostro territorio proprio in quella piazza dove c’è l’albero della cuccagna di Gabriele, naturalmente finita e restaurata, con un evento che sia il meno provinciale possibile potrebbe essere una idea per valorizzare l’arte e il settore che tanto hanno in comune,  non sarebbe una buona idea? (agg. 22/07 ore 11.30)

 

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