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PD, palla al centro si ricomincia

PD, palla al centro si ricomincia

IL CASO. Negata dal Tribunale a Falconi la richiesta di sospensiva del suo commissariamento da segretario del circolo. In previsione del nuovo Congresso cittadino cominciano le passerelle dei ‘‘grandi’’;  Leodori e Califano offrono in modo non ufficiale un drink al ‘‘Cavallino Matto’’ ai propri sostenitori     

di TONI MORETTI

CERVETERI – Non era quasi ancora ufficiale che Maurizio Falconi, che si era opposto al suo commissariamento ricorrendo al tribunale civile al quale aveva chiesto una sospensiva del provvedimento che il citato tribunale ha rigettato in questi giorni pur lasciando ancora aperta la controversia, che il PD, sia pure in forma non ufficiale ma con la presenza di onorevoli e significative cariche istituzionali, organizza una “passerella” a Cerveteri, in piazza Risorgimento, nel cuore della città dove non si poteva passare inosservati, con un drink al “Cavallino Matto”, offerto nientepopodimenochè dal presidente del Consiglio regionale Leodori e dalla consigliera  Michela Califano che fu già commissario del circolo di Cerveteri. Non erano in tanti ma quelli bastavano a testimoniare che l’opera di decantamento ordita dal segretario provinciale di ora e di allora, Rocco Maugliani, gestita con stile pilatesco dal segretario regionale Melilli, in fondo aveva funzionato, visto che ad oggi, dopo una profonda frattura che ha visto lacerare il circolo in due anime ben distinte che hanno scelto di competere alle ultime elezioni  comunali su fronti opposti, con l’arte dell’inciucio, degli “acquisti”, dell’elargizione o del mantenimento di posti di lavoro “fiduciari”, palesi quanto vergognose  rappresentazioni di legali di voti di scambio e chi più ne ha più ne metta, ha riportato il PD al punto di partenza.  Sarà più o meno la stessa “merce” infatti che dovrà affrontarsi in un prossimo congresso con questo che nel frattempo nell’empasse creato, qualcuno ne ha tratto beneficio. Primo fra tutti il sindaco Pascucci, che con l’abilità istrionica di coinvolgimento che gli è propria, figlia di una straordinaria intelligenza politica, con un PD spaccato in due e con l’apporto di quella frangia che si è concretizzata alla fine in circa milleduecento voti e con una opposizione parcellizzata in molti rivoli, ha vinto le elezioni per il suo secondo mandato. Non serve parlare ora di delusioni o meno. Sta di fatto che quella operazione politica è riuscita e chi ha dato un contributo a realizzarla può andarne fiero. Diversi sono i giuochi e i giocherelli che si sono sviluppati dopo. Appaiono all’improvviso sulla ribalta, non che non si potesse prevedere, i vecchi protagonisti della “Filibusta”. Quelli che hanno sempre cavalcato ogni onda, di qualsiasi colore fosse, per rimanere sempre a galla e rimediare benefici e privilegi per loro, disposti a vendere anche l’anima al diavolo con performance di improvvisi tradimenti e parole mancate. Troppo giovane, inesperta, poco carismatica o più semplicemente culturalmente più propensa al democristiano compromesso che al sinistrato senso di lotta, la figura di chi nel tempo ha permesso a quell’anima filibustiera di spacciare per suo l’intero bottino barattandolo con assessorati, presidenze  e varie prebende atte a consolidare le proprie posizioni personali e a condizionare gli equilibri politici che si sa, ai capi, piacciono inalterati. Più scioccante è stata la permissività di chi ha accettato questo tipo di supporto calcolando che poteva approfittarne per volare alto e crearsi un posto che lo catapultasse in una realtà nazionale con l’appoggio di chi ha favorito la sua ascesa. Arrivati a questo punto, c’è da pensare che i due Pascucci e Zingaretti dall’altra, uniti dalla loro smisurata presunzione, lavorassero insieme l’uno contro l’altro. Come si può pensare infatti che Zingaretti, ad un passo dal diventare segretario del PD possa continuare a favorire un movimento, Italia in comune che può essere alternativo al suo partito? La politica è davvero strana se si pensa che tutti i protagonisti citati, se si va ad analizzare i loro proclami, hanno lavorato sempre a vantaggio, per il bene e nell’interesse dei cittadini.

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