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Se a mancare di rispetto è il funzionario comunale

CIVITAVECCHIA – «Perché occupa quella panchina? Non vede le transenne?».  Due domande formulate ad alta voce e a brutto muso, indirizzate a un uomo che l’altra mattina si trovava – come spesso accade – a trascorrere alcuni minuti di puro relax su una panchina a Borgata Aurelia. Non parliamo di una zona centrale, ma di una periferia che raramente avverte la presenza delle istituzioni, abbandonata da sempre alla scomoda promiscuità tutta italiana di zona privata utilizzata dal pubblico, o forse pubblica rispondente a un privato. Va detto che quando si parla di valorizzazione, Borgata Aurelia rimane sempre indietro e chi ogni giorno la vive cerca di prendere il meglio da ogni cosa. Ecco allora che anche un caffè in piazza, una passeggiata fino all’arco, dieci minuti trascorsi su una panchina, possono sembrare chissà cosa. Per turbare certi equilibri bisogna avere il cuore di pietra. O essere ‘‘pezzi grossi del Comune’’, a giudicare da quanto accaduto l’altra mattina. Perché la donna che pubblicamente ha redarguito un ignaro cittadino, colpevole solo di trovarsi su una panchina sotto un albero transennato, è un funzionario del Comune di Civitavecchia, accompagnata per l’occasione da altri tecnici comunali in missione mangereccia. Prima si è scagliata verbalmente contro l’uomo seduto sotto l’albero, poi, come se nulla fosse, ha raggiunto il vicino locale per consumare il pranzo insieme ai colleghi. L’uomo colto in fallo si è vergognato come mai accaduto prima, a nulla sono servite le sue giustificazioni e le richieste volte a conoscere i motivi legati alla presenza di quelle transenne, non accompagnate da alcun cartello.  Mala tempora currunt: nelle corde della pubblica amministrazione, come la metti la metti,  sono sempre i farsetti a doversi inginocchiare alla cappe. Quando si tratta di valorizzare un’area le risorse mancano, quando invece c’è da bacchettare dei cittadini che andrebbero invece premiati per il solo fatto di mantenerle ancora aperte certe retrovie dello sviluppo, spuntano eroi da ogni angolo. Sia chiaro, dare indicazioni, educare al senso civico è un dovere oltre che un diritto per chi riveste una carica pubblica, ma senza sconfinare. Perché la sicurezza è un conto, la prepotenza e l’arroganza è un altro.

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