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Caso Cfft, Moscherini: ''Si deve favorire chi porta traffici. La concessione a Rtc va tolta''

Caso Cfft, Moscherini: ''Si deve favorire chi porta traffici. La concessione a Rtc va tolta''

Duro intervento dell’ex sindaco ed ex presidente dell’Adsp che punta il dito contro la gestione del porto

CIVITAVECCHIA – «Quella concessione va tolta e rimessa in gara per cercare un nuovo cliente o quantomeno i termini devono essere rinegoziati con nuovi traguardi». Parola dell’ex sindaco ed ex presidente dell’Authority Gianni Moscherini che è intervenuto sul caso Cfft con una conferenza stampa criticando duramente quell’ordinanza dell’Adsp che impone lo scarico nella banchina 25 a partire dal 15 settembre. Critico anche nei confronti dell’attuale gestore e concessionario Rtc colpevole, secondo Moscherini, di non aver rispettato i termini contrattuali.

«Quando fu rilasciata la concessione c’era il presidente Ciani che commise un errore, infatti – ha spiegato Moscherini – si parlò di un impegno di soli 150mila contenitori, ma sono cifre che comunque non sono state rispettate. Nel 2017 – ha tuonato – i dati del porto parlavano di 64mila teus di cui quasi i due terzi erano vuoti. Quindi si parla di una banchina gestita prevalentemente come un deposito contenitori vuoti. Se si deve favorire qualcuno – ha evidenziato – è chi porta traffici nel porto».

Non ha dubbi Moscherini che si schiera contro l’ordinanza e a favore di Cfft: «È giusto che scarichi sulla banchina, certo deve attrezzarsi per farlo in sicurezza. Il terminal frutta è un terminal specializzato    e deve diventare multi purpouse così come deve essere per la banchina 26 per cui ha fatto richiesta la Tmc. Soltanto a Roma – ha continuato Moscherini – parliamo di 580 – 600mila teus l’anno. Quella concessione è sbagliata. Spero che l’Authority preveda una seconda ordinanza più corretta e più produttiva. La responsabilità – ha concluso – di quello che sta succedendo è a catena di chi si è succeduto alla guida del porto dopo di me. Ora basta, i cittadini devono protestare».

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