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Grande affluenza per i ‘‘Carmina Burana’’ del coreografo e regista Mauro Astolfi

Grande affluenza per i ‘‘Carmina Burana’’ del coreografo e regista Mauro Astolfi

La forza narrativa della danza cattura il pubblico nella suggestiva Necropoli della Banditaccia  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Non è agevole recensire uno spettacolo che per una intera ora, senza nessuna interruzione, ti tiene avvinghiato con gli occhi sulle tavole di un palco, senza provocare un minimo calo di attenzione,  a seguire una storia che sai di conoscere, che è dentro dite , nelle parti più recondite del tuo essere, attraverso il trionfo della plasticità di corpi femminili e maschili che si muovono, esprimono concetti di vita, a volte inconfessabili a volte quotidiani, supportati da musiche  che mediano tra l’antico e il moderno. Corpi che danzando interpretano e la cui forza rendono marginale la scenografia, scarna e mobile. Un grande tavolo, che si può identificare nel grande palcoscenico della vita, dove tutto avviene. Lì si incrociano desideri, passioni, e la posizione che esso assume nell’evoluzione del numero, fa assumere la consapevolezza che questo mondo piano, come un tavolo appunto, può diventare teatro di faticose salite e repentine discese, così come succede normalmente nella vita reale. Alla base del grande tavolo che non sta comunque mai fermo, trascinato dai ballerini –attori,  che dà perfettamente l’idea di un mondo in continua evoluzione c’è il secondo elemento di questa scenografia che comunque interagisce con lo spettacolo e la sua trama. Una panca. E’ lì che ogni volta tutto inizia. Si da sfogo alle tentazioni segrete che non hanno sesso nella loro origine, ma tendenzialmente le rende comuni. Le reazioni, le offerte anche del proprio corpo con fraseggi degli stessi che esprimono sensualità ma mai volgarità, gli inganni, gli ammiccamenti, le tresche.  E poi il terzo elemento scenografico. Un grande armadio. Si, è proprio l’armadio che custodisce quegli  “scheletri”, che nella vita si accumulano. Tutto ciò che è lecito per la mente e non lo è per le convenzioni, che è lecito per la libertà dell’esprimersi, nelle passioni, nei sentimenti, nella genuinità dell’essere, negli anfratti di una psiche che non conosce i freni inibitori imposti dalle convenzioni sociali e che si è quindi costretti a nascondere nell’armadio dei segreti e delle frustrazioni che nascono da un disequilibrio che si nota nel numero dei componenti del corpo di ballo. Disequilibrio noto nella realtà. Nel gruppo c’era un uomo in meno rispetto alle donne e queste hanno dovuto spartirselo con ogni mezzo che la natura rende lecito, perfino ricorrendo all’armadio. L’obiettivo che si è posto il coreografo e regista Mauro Astolfi di far parlare  il corpo e della sua quotidiana avventura in modo burlesco, impudente, poetico e sovversivo, è stato raggiunto con l’ausilio indispensabile degli interpreti  Maria Cossu, Mario Laterza, Giuliana Mele, Giacomo Todeschi, Caterina Politi, Alice Colombo, Lorenzo Capozzi, Pablo Girolami, Aurora Stretti  che aleggiavano sulle musiche di  Sasha Karlic, Orff e Vivaldi, avvolti nei costumi di Sandro Ferrone, nello spazio scenico allestito da Stefano Mazzone e illuminato da Marco Policastro. “Carmina Burana”, il nome di questo splendido spettacolo, a cura di Spellbound  Contemporary  Ballett, è stato presentato dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, lunedì scorso alla Necropoli della Banditaccia nel contesto di Artcity 2018 che mette in scena danza e teatro  nei luoghi d’arte del Lazio. Evento fortemente voluto da Lorenzo Croci, assessore allo sviluppo del territorio del comune di Cerveteri. La grande affluenza di pubblico ha manifestato il gradimento e l’interesse.

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