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Fosso S. Maria Morgana, è allerta

L’ex consigliere comunale Mariano Precetti preoccupato per l’aumento delle piogge «Dopo le alluvioni del 2015 non è stato fatto nulla. Rischi per gli abitanti»

L’ex consigliere comunale Mariano Precetti preoccupato per l’aumento delle piogge «Dopo le alluvioni del 2015 non è stato fatto nulla. Rischi per gli abitanti»

SANTA MARINELLA – Si fanno sempre più precarie, le condizioni della copertura del fosso S.Maria Morgana, che rischia di esplodere nel momento in cui il livello dell’acqua dovesse aumentare improvvisamente in caso di forti piogge. Dopo tre anni dall’alluvione del 2015, ancora non sono stati riparati i guasti prodotti dalla furia dell’acqua nelle strutture adiacenti ai fossi. Lo scorso anno, uno dei residenti delle abitazioni che confinano con il fosso in questione, situato vicino al ponte romano nei pressi del porto turistico, presentò un esposto al Comune. (agg. 04/08 ore 6.23) segue

“AREA ABBANDONATA E NELL’INCURIA”. «Ho voluto sollecitare l’amministrazione comunale – dice Mariano Precetti ex consigliere comunale – alla risoluzione del problema causato dall’alluvione del 2015, la quale ha provocato danni ingenti alla copertura del fosso Santa Maria Morgana. Dopo tale evento, il Comune, ha badato soltanto a transennare l’intera area, che è ancora abbandonata e nell’incuria totale. Le catastrofi naturali, alluvioni o dissesti  idrogeologici, che hanno colpito Santa Marinella negli ultimi 35 anni, dimostrano quanto sia indispensabile l’attività di prevenzione da parte degli enti locali per evitare il verificarsi di tali eventi disastrosi per l’ambiente e l’incolumità pubblica. In base all’articolo 196 del Codice Civile, gli interventi di consolidamento e la messa in sicurezza del citato fosso, rientrano negli obblighi di prevenzione da parte del Comune. E’ ancora vivo in noi il ricordo di quel tragico 2 ottobre del 1981 quando la copertura tra la ferrovia e l’Aurelia è letteralmente saltata in aria e nella sua ricaduta ha provocato centinaia di miglia di euro di danni e tanti disagi a tutte le famiglie e alle abitazioni presenti nella zona». (agg. 04/08 ore 7)

L’INTERVENTO DEL COMUNE. «Quindi – conclude Precetti – l’amministrazione comunale deve provvedere con urgenza e sollecitudine, nonché sotto la sua responsabilità per ragioni di sicurezza, a rimuovere il materiale accumulatosi nell’alveo dopo il crollo e sistemare il muro di contenimento affinchè non succeda un danno maggiore o addirittura il crollo della soletta di copertura in quanto, i muri di contenimento in pietra, non reggeranno ad un’altra violenta alluvione”» (agg. 04/08 ore 7.30)

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