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Area artigianale: Nessuna ‘‘pietra tombale’’

Area artigianale: Nessuna ‘‘pietra tombale’’

Il no del ministero della difesa non chiude la questione ma potrebbe soltanto rimandarla. Come dice il consigliere Ramazzotti: «L’imprenditore deputato potrebbe non avere l’interesse a realizzarla adesso». De Angelis e Orsomando gridano al «danno erariale»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Non c’è dubbio che la questione della zona artigianale è stata quella con la quale il sindaco Pascucci ha dato il chiaro segnale di una scelta di campo, nel groviglio di interessi che vi ruotava intorno. Ha dato l’impressione, in modo magistralmente comunicato, tanto da esserle valso ben due mandati elettorali, di voler prendere le distanze dai due gruppi speculativi del mattone che si contendevano lo sviluppo futuro del paese, per restituire la palla al piccolo imprenditore e permettergli di investire in piccole aziende autonomamente senza dover sottostare al giogo di chi gli avrebbe offerto qualcosa che avrebbe dovuto pagare con chiari ricarichi speculativi.  
Solo alla distanza, ci si accorge che, sarà perché comunque è ritenuto impossibile fare politica diversamente, o perché coscientemente era stato progettata, tale scelta è stata di esclusione di qualcuno a favore di un altro, ma che i grandi gruppi di pressione non erano spariti affatto, anzi. Si riconverte di forza la zona artigianale disegnata dal sindaco Ciogli poiché si disse che nel contempo, non c’erano state richieste da parte di aziende artigiane necessarie e capaci di coprire l’investimento, per tanto Pascucci ridisegnò l’insediamento aprendo al commerciale, non nel senso di attività di distribuzione di merce al minuto, tipiche dei centri commerciali ma di insediamenti di grandi marchi con aree espositive di almeno mille metri quadrati alle quali si pensava fosse appetibile la posizione. Si lasciano immaginare i motivi per i quali, questa versione provocò un autentico terremoto. Si procedette alla perimetrazione dell’area individuata a Pian del Candeliere, consci di essere sottoposti a dei vincoli di natura militare, ma come visto, nonostante le ripetute informative da parte del Ministero della Difesa, circa le cautele da adottare nell’estensione del progetto, si è soprasseduto.  Ora, ipotizzare l’idiozia di chi sapendo che in quella forma, quel progetto, che avrebbe avuto senza ombra di dubbio il parere sfavorevole della Difesa, come è avvenuto, e che quindi non avrebbe superato la Conferenza dei Servizi, si sia ostinato a portarlo avanti, è impensabile. Si dà onore e plauso a chi oggi reclama una vittoria, a quei consiglieri De Angelis e Orsomando, per la meticolosità e l’impegno del loro lavoro di denuncia puntuale  delle anomalie che si riscontravano durante il percorso, ma non pensiamo assolutamente che il mancato nulla osta della difesa abbia messo una ‘‘pietra tombale’’ sulla questione.  Sforzando di più la logica, visto che siamo in politica e stiamo parlando di chi la politica la sa fare, si potrebbe ipotizzare, come suggerisce Lamberto Ramazzotti, che era tutto predisposto. Che la tanto propagandata zona artigianale commerciale, non abbia in questo momento la capacità di decollare per mancata volontà dell’imprenditore che se ne è fatto carico, forse per il mancato riscontro avuto dalle aziende che si presumeva dovessero occuparla e della tiepida risposta dei piccoli artigiani locali per cui, il mancato nulla osta della difesa, previsto, mette nella condizione di rifare il progetto ottemperando ai vincoli, di farlo riapprovare modificato dal consiglio comunale, e di andare successivamente in Conferenza dei Servizi. Si perde tempo senza colpa di nessuno, o quasi, e si tiene  a galla il giocattolo, che può servire per eventuali altre prossime elezioni. «E il danno erariale subito?» Gridano De Angelis e Orsomando? Fa parte del dopo. Dopo si vedrà.

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