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Furti in città, i cittadini ‘‘Pronti alle ronde’’

Furti in città, i cittadini ‘‘Pronti alle ronde’’

Fiumicino. A Villa Guglielmi l’incontro apartitico per la legalità. I residenti: ''Ci sentiamo soli''. Severini: ''«Gli unici deputati alla sorveglianza armata sono gli uomini delle forze dell’ordine''

di FABIO BERETTA

FIUMICINO – «Meglio un brutto processo che un bel funerale». E’ tangibile la paura che regna ormai sovrana, ogni notte, nelle strade – spesso buie – di Fiumicino. I continui furti nelle abitazioni e negli esercizi commerciali stanno esasperando i cittadini, costretti a non dormire o a passare le ore serali sui balconi per proteggere le proprie abitazioni, ricorrendo anche a mezzi alquanto bizzarri, come sparare con una fiocina ai ladri. Di questo si è discusso in un’assemblea cittadina, organizzata da Alessio Territo, Alessio Berardo e Vincenzo Russo, svoltasi a Villa Gugliemi. Un incontro apartitico, senza bandiere, al quale hanno preso parte anche i consiglieri Roberto Severini e Walter Costanza. Assenti la Lega e gli esponenti della maggioranza. Circa 250 i cittadini presenti. (agg. 09/08 ore 8.50) segue

PRONTI ALLE RONDE. I residenti si sentono soli e abbandonati dall’Amministrazione Comunale, tanto che alcuni di loro hanno dichiarato pubblicamente che sono pronti a fare ronde e ad usare le armi per difendersi. Severini, tuttavia, ha ricordato che  «questa non è la strada da percorrere, è illegale. Gli unici deputati alla sorveglianza armata sono gli uomini delle forze dell’ordine». Uomini, tuttavia, che sul territorio scarseggiano, come ha spiegato il Sindaco Montino tramite una nota diffusa nelle scorse ore: «Le nostre forze dell’ordine svolgono già un grande lavoro, ma l’annosa carenza di personale e mezzi non ci permette di garantire la necessaria sicurezza sul territorio». (agg. 09/08 ore 9.20)

SITUAZIONE GRAVE. Sulla questione delle ronde, Territo aveva precisato: «Parliamo di gruppi di osservazione che tramite web o smartphone possano allertare in tempo reale, geolocalizzando le segnalazioni. Ovviamente in collaborazione e contatto con le forze di polizia. Dobbiamo fare comunque qualcosa, perché così non si può andare avanti». La situazione è grave e rischia di trasformarsi in una pentola a pressione capace di esplodere da un momento all’altro. «Meglio un brutto processo che un bel funerale», hanno detto alcuni dei presenti. Ma poi non è detto che il giudice la pensi allo stesso modo. (agg. 09/08 ore 10)

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