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Csp, cancellato il Tfr di 300 dipendenti

Csp, cancellato il Tfr di 300 dipendenti

La dimenticanza di De Leva e Micchi rischia di costare caro ai lavoratori della Civitavecchia servizi pubblici che rischiano di perdere anni di risparmi. C’è chi ha perso poche migliaia di euro mentre per altri si sale fino a 50mila

CIVITAVECCHIA – C’è chi ha perso tra i 4 e i 5mila euro ma altri, i lavoratori più anziani, si sono visti cancellare in pochi istanti i risparmi di una vita: alcuni fino a 40 – 50mila euro. La società ha, infatti, recapitato una comunicazione con la quale venivano avvisati che il Tfr maturato presso le preesistenti Città pulita, Argo e Ippocrate doveva essere richiesto non alla Csp ma alle preesistenti società. Un messaggio che lascia qualche dubbio perché le cosiddette sot sembrano ormai avviate verso un triste fallimento (non è stato nemmeno riproposto un nuovo piano di concordato). Pertanto il lavoratore che dovesse recarsi a chiedere il proprio Tfr a Città pulita o Argo, rischierebbe di trovarsi a mani vuote. Uno scandalo che, in altri tempi, avrebbe certamente giustificato azioni di lotta, scioperi. Ma ormai gli stessi sindacati ed i lavoratori sembrano non avere più la forza di reagire. Così dinnanzi ai lavoratori che hanno perso trenta anni di Tfr, per un errore in fase di trasferimento da Hcs a Csp, cala un silenzio a dir poco imbarazzante.

Sembrerebbe che gli unici che siano riusciti a parlare con i vertici societari dell’incredibile vicenda, abbiano avuto rassicurazioni del tipo: “Non vi preoccupate, se nessuno vi paga interverrà il Fondo di solidarietà di Inps”. Premesso che questo intervento di “garanzia” non è proprio scontato, va considerato che Csp quale cessionario dei rami di azienda, piuttosto che detrarre tutti i risparmi di cui al Tfr dei dipendenti, avrebbe dovuto farsene carico in base a precise disposizioni di Legge (su tutte l’articolo 2112 del Codice civile). Non è detto che i lavoratori non si rivolgano quindi al Giudice per richiamare Csp ai propri doveri. Ne nascerebbe un altro enorme contenzioso, stavolta realmente insostenibile per Csp. La nuova società è riuscita in meno di una anno ad accumulare decine di contenziosi, che rischiano di vedere soccombere pesantemente la società viste le “singolari” politiche del personale della società.

Nei giorni scorsi l’ultima novità che rischia di trasformarsi nell’ennesima battaglia legale. La società pare aver infatti deciso di mantenere, per alcuni lavoratori, la famosa riduzione della giornata lavorativa, decisa tra mille polemiche, lo scorso anno; per altri lavoratori, invece, avrebbe deciso di aumentare retribuzione ed orari di lavoro. Ma tornando a coloro che hanno perso tutto per la “dimenticanza” di de Leva e Micchi, che si sono dimenticati di trasferire il loro Tfr, non è difficile prevedere una altro contenzioso che questa volta potrebbe vedere protagonisti non meno di 200 dipendenti. Se si considera che già alcune decine sono in causa con la società, si rischierebbe una società con 360 dipendenti circa che è riuscita a ricevere causa da almeno 300 di essi. 

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