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Silvia Di Silvestro spiega il Cencio 2018

Silvia Di Silvestro spiega il Cencio 2018

ALLUMIERE – Nella parrocchia Santa Maria Assunta di Allumiere è esposto fino a domenica il Cencio 2018 realizzato dall’artista di Tolfa, Silvia Di Silvestro che andrà alla Contrada che si aggiudicherà la vittoria domenica pomeriggio al termine delle tre batterie della corsa dei somari.

La sera di ferragosto con una cerimonia molto partecipata e corredata da vari eventi a latere il Cencio è stato svelato e presentato al paese dal balcone del Comune e poi è stato trasportato in chiesa davanti all’altare.

L’artista Di Silvestro spiega il suo lavoro: “Nel 2018 ricorre il 100° anniversario della fine della Prima guerra mondiale, passata alla storia con la definizione di “Grande Guerra”. L’Italia uscì vittoriosa dal conflitto, ma al prezzo del sacrificio di oltre 600 000 morti e milioni di feriti. Anche Allumiere, come tutti i paesi d’Italia ,riportò gravi perdite di vite umane, in particolare ben 63 giovani su una popolazione di circa 2500 abitanti, per cui la comunità di Allumiere, profondamente ferita, ritenne opportuno ricordare queste perdite con la realizzazione del monumento ai caduti, eseguito dallo scultore Tamagnini nel 1925 in piazza Filippo Turati (ex piazza Gabriele D’Annunzio),varie lapidi commemorative, il quadro e il cimitero delle rimembranze sito presso il Santuario della Madonna delle Grazie. Nel Cencio sono tre le immagini predominanti: al centro il soldato che agita il tricolore in segno di vittoria (monumento dei caduti di Allumiere), ai suoi piedi simbolicamente sono raffigurati i volti di alcuni dei caduti che parteciparono all’impresa , mentre in alto invece c’è la figura solenne della Madonna delle Grazie in atteggiamento protettivo, come se la vittoria militare fosse dovuta anche alla sua benevolenza, sollecitata dalle continue e commoventi preghiere che le famiglie di Allumiere le hanno sempre rivolto e che le rivolgono tuttora, a testimonianza di una eterna devozione. A destra dell’opera sono raffigurati i protagonisti principali del palio, l’asino e il suo fantino, che costituiscono la punta di diamante del lavoro costante di ogni Contrada basato sul volontariato puro. L’immagine del soldato e quella del fantino sono affiancate a testimonianza di un comune protagonismo, seppure differenziato nel tempo. Le fotografie dei 63 caduti sono collocate all’interno del quadro che si trovava nell’edificio scolastico, attualmente in fase di ristrutturazione ed ho pensato che fosse importante trasformare l’antica cornice di quel quadro nell’orlo del mantello della Madonna, a simboleggiare che la pietà divina li ha accolti nel suo grembo. Completano l’opera i simboli delle sei Contrade, l’indicazione del Palio e la data del suo svolgimento”.

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