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Aule insufficienti alla Corrado Melone, saltano i laboratori

Aule insufficienti alla Corrado Melone, saltano i laboratori

La denuncia del dirigente scolastico Riccardo Agresti. Scongiurati i doppi turni. L'assessore Cordeschi:«Numero degli iscritti fuorilegge. Sicurezza potenzialmente a rischio. Chiederemo spiegazioni agli organi competenti di Roma»  

LADISPOLI – Si riducono le classi a disposizione dell’istituto comprensivo Corrado Melone. Per quest’anno, infatti, la scuola non potrà contare sulle aule messe a disposizione fino allo scorso anno dal plesso Livatino. E così con il numero di iscritti superiore alle aule a disposizione del plesso, la dirigenza scolastica è stata costretta a individuare un’alternativa valida prima del suono della prima campanella. Dopo il suggerimento dell’assessore Cordeschi di «spostare alunni e maestre sotto la dirigenza della Ladispoli 1 per risolvere il problema» a causa anche della disponibilità di fondi da parte del Comune «per acquistare arredi», il Consiglio di Istituto aveva votato all’unanimità la decisione di istituire all’interno dell’istituto scolastico i doppi turni. Ipotesi per fortuna sventata grazie a un incontro tra la dirigenza scolastica e il sindaco Alessandro Grando che ha dato «disposizioni per la ristrutturazione degli spazi per creare nuove aule». L’operazione però non consentirà, almeno per quest’anno, la possibilità di avere degli spazi laboratoriali all’interno dell’istituto scolastico che dovrà, anzi, «mantenere imballate le strumentazioni acquistate con i fondi ministeriali per attivare i nuovi previsti laboratori tecnici all’avanguardia, ma l’intelligenza, le capacità e la passione dei docenti della Melone, cui si sono aggiunti altre docenti eccellenti trasferitesi dalla Ladispoli 1 e dalla Ilaria Alpi, sapranno svolgere comunque una didattica di eccellenza, come sempre avvenuto negli ultimi anni e apprezzata da moltissimi genitori». Ma il Comune non ci sta. «Se il preside Agresti – ha tuonato l’assessore alla Pubblica Istruzione, Lucia Cordeschi – avesse avuto le idee chiare sin dall’inizio e avesse ascoltato i suggerimenti dell’assessorato alla Pubblica istruzione, il Comune non avrebbe speso soldi dei cittadini per adeguare un’aula a laboratorio che non sarà mai reso operativo». Per l’Assessore, il dirigente scolastico «dovrebbe spiegare alle famiglie come intende gestire un plesso dove il numero degli alunni iscritti è di fatto fuorilegge e la sicurezza è potenzialmente a rischio», tanto che su questa vicenda, l’Assessore è pronto a chiedere «spiegazioni agli organi competenti di Roma. Con la sicurezza degli studenti e del corpo docente non si scherza. E usare i bambini come scudo per i propri errori è veramente di pessimo gusto». Da palazzo Falcone comunque rassicurano i genitori: «Gli alunni della Corrado Melone potranno seguire le lezioni in aule adeguate e funzionali grazie a ulteriori lavori effettuati durante l’estate dall’amministrazione comunale».

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