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«Sono tutti responsabili della morte di mio figlio»

«Sono tutti responsabili della morte di mio figlio»

Lapidaria la mamma di Marco Vannini dopo che a loro volta i legali dei Ciontoli hanno depositato il ricorso in appello. Marina: «Confido nel pubblico ministero che si è appellato a fine luglio»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Sono tutti responsabili della morte di mio figlio. Confido nel pubblico ministero, Alessandra D’Amore, che ha depositato il ricorso a fine luglio. Per me era importante che il pm si appellasse. Lei lo ha fatto ed ora vedremo cosa succederà. Non mi sorprende che i legali dei Ciontoli abbiano presentato a loro volta, venerdì scorso, ricorso in appello, che ancora non ho letto, perché già da tempo hanno annunciato che l’avrebbero fatto e che avrebbero chiesto l’omicidio colposo per il capofamiglia e al massimo l’omissione di soccorso per gli altri familiari».
Concisa e lapidaria Marina Conte, mamma di Marco Vannini, dopo il deposito da parte dei difensori della famiglia Ciontoli del ricorso in appello contro la sentenza di primo grado riguardante l’omicidio del figlio, ucciso da un colpo di pistola mentre si trovava a casa della fidanzata. La Corte di Assise di Roma ha condannato il capofamiglia, Antonio Ciontoli a 14 anni di reclusione per omicidio volontario e i suoi familiari, la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina (fidanzata di Marco), ritenuti colpevoli di omicidio colposo, a 3 anni. (Agg. 04/09 ore 10.02) segue

“MARCO SI POTEVA SALVARE”. «Non c’è nulla da commentare – continua mamma Marina – anche perché cosa devo dire? Loro proveranno in tutti i modi di venirne fuori. Però ci sono le carte, le perizie, le registrazioni e le testimonianze. Ma soprattutto ci sono loro che pur mentendo e con enormi contraddizioni hanno parlato. E’ stato constatato che Marco si poteva salvare e che loro non hanno fatto niente. Quella sera erano tutti presenti, tutti lucidi e tutti sapevano che Marco era stato attinto da un colpo di arma da fuoco. Quindi dovevano chiamare subito ed immediatamente i soccorsi. Questo non l’hanno fatto e l’hanno lasciato morire. Mio figlio è morto perché non è stato soccorso tempestivamente. Tutti sono responsabili della sua morte. Anche Viola Giorgini». Viola, assolta in primo grado, è la fidanzata di Federico anche lei presente quella maledetta sera. «Lei come gli altri presenti – precisa mamma Marina – si è resa conto della gravità delle condizioni di mio figlio. Era maggiorenne e poteva prendere il suo cellulare e chiamare i soccorsi. Non lo ha fatto, tanto da far pensare che volesse esclusivamente aiutare i Ciontoli». (Agg. 04/09 ore 10.30)

“MI BATTERO’ FINO ALL’ULTIMO”. «Possono dire quello che vogliono ci sarà ora l’appello e vedremo cosa succederà. Non mi ci voglio neanche avvelenare. Vado avanti. Mi batterò fino all’ultimo. Ho sempre detto che quel mazzo di fiori a mio figlio che simbolicamente rappresenta la giustizia perché tanto la verità di quello che è realmente successo non si potrà mai più sapere, glielo devo portare. Io, mio marito e la mia famiglia continueremo a lottare. Sostenuti anche da tutte le persone che ci stanno vicino, che sono tante. Nessuno mi ridarà indietro mio figlio e nessuna condanna pur esemplare allieverà il mio dolore. E’ solo una questione di giustizia» conclude mamma Marina. (agg. 04/09 ore 11)

 

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