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Pascucci ospite alla Festa dell’Unità di Modena

Pascucci ospite alla Festa dell’Unità di Modena

Nel dibattito a due con il sindaco Muzzarelli parla di civismo ed Enti Locali. Le opposizioni: «Italia in Comune lo rende assente e distratto dai problemi reali di Cerveteri»   

di TONI MORETTI

CERVETERI – Il sindaco Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune, il movimento fondato insieme al sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che ne è il presidente, sabato scorso è stato ospite della festa provinciale del PD in corso a Ponte Alto per il dibattito a due con il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, sul civismo e sulle problematiche degli Enti Locali. A pochi giorni dalla ripresa dei lavori parlamentari Italia in Comune, il partito dei sindaci nato lo scorso 3 dicembre come rete civica di amministratori locali, ha quindi convocato una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per annunciare le iniziative programmate per bloccare lo «scellerato» tentativo del governo Legastellato di mettere di nuovo le mani sugli Enti Locali tagliando i già esigui fondi. Italia in Comune vuole mettere il freno a una politica nazionale calata dall’alto che scarica i problemi sulle amministrazioni locali, mettendo al cento e ripartendo dalle esigenze dei territori e dei cittadini che nei comuni si sentono abbandonati e non rappresentati. La conferenza stampa dal titolo «Giù le mani dagli Enti Locali» si terrà lunedì prossimo alle ore 12 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati. Interverranno i sindaci Federico Pizzarotti, Alessio Pascucci, e Damiano Coletta, sindaco di Latina e vice presidente di Itc, Alessandro Fusacchia, deputato di +Europa, Serse Soverini, deputato di Insieme.
E’ un coro o che dir si voglia un lamento unanime quello delle opposizioni locali al sindaco Pascucci che lo vedono distratto, qualcuno dice assente, qualcun altro disinteressato ai problemi della città che amministra, per rincorrere il sogno di Italia in Comune, il movimento ormai di scena a livello nazionale che lo ha visto fondatore e ora coordinatore  con la presidenza del sindaco di Parma Pizzarotti. Il movimento nasce dall’intuizione che forse era giunto il tempo, nel rimescolamento di carte di una politica costretta dagli eventi e dagli umori della gente a rivedere gli schemi consolidati con i quali aveva creato una rete di mantenimento e di gestione di un potere molto lottizzato, chiuso ed ereditabile a personaggi che confluivano poi verso collaudati gruppi di potere che inevitabilmente facevano il paio con dei vertici solo apparentemente occulti che si chiamavano volta per volta difensori della Costituzione e della Democrazia, ma che nella pratica la plasmavano a difesa non già di interessi politici e sociali ma soltanto di interessi economici. E’ il vecchio sogno di matrice Massonica che espresso in diverse salse, dal Maestro Venerabile in poi, che ha agito sottotraccia in continuità, fino ad arrivare, come succede ai nostri giorni ad espressioni di governo che propongono un “cambiamento” autoritario, violento, xenofobo, di negazione  delle libertà fondamentali tanto che d’altro verso si mette in dubbio l’utilità della democrazia rappresentativa volendo delegare le funzioni del Parlamento alla rete, o meglio ad una piattaforma digitale gestita ma soprattutto manovrata da un unico padrone. Mentre accade tutto questo, Italia in Comune apre un nuovo fronte, perlomeno questo ci pare di aver capito, spostando l’attenzione sul fatto che i primi interlocutori nella catena di comando della gestione della cosa pubblica, sono i sindaci e gli amministratori locali. Sono loro giornalmente a contatto diretto con le “pance” della gente e la loro capacità di intercettare e soddisfare i loro bisogni, permettono in molti casi di evitare quelle “coliche gassose” che “rendono la rete nauseabonda e danno l’opportunità di renderla ancora più disgustosa a chi vive e cavalca quegli umori. Questo sarà, se gestito con coerenza, l’antiemorragico contro una deriva fascista e autoritaria verso le quali sono avviate le nostre istituzioni. Che sia il civismo vero, quello che porterà le esigenze vere a sostituire le scelte manovrate da algoritmi che inducono a pensare che chi lo ha “Duro” la vince senza chiedersi per chi. Pascucci insegue il suo sogno di trasformazione sfidando il sistema con una proposta alternativa che punta alla difesa dei valori veri della politica e della democrazia nata dall’antifascismo, concetto che va rinsaldato e non sbiadito, rendendo protagonisti i politici, pochi, di quelli tradizionali che ancora resistono e i molti che insieme agli amministratori locali, nella società civile, si riavvicineranno perché trovano l’interlocutore giusto.

 

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